TRENTO. Il Trentino si prepara a una crescita demografica complessiva, ma ci sarà un invecchiamento strutturale della popolazione. È quanto emerge dal rapporto "La popolazione di domani in Trentino" dell'Ispat, che illustra scenari contrastanti per il territorio nel prossimo quarto di secolo.


La provincia conterà circa 580mila abitanti nel 2050, con un incremento del 5,2% rispetto ai dati odierni. Una crescita che però non sarà uniforme: mentre comunità come la Valle dei Laghi brilleranno con un +11,8% e gli Altipiani Cimbri con il +5,1%, altre aree soffrono di spopolamento. Primiero scenderà del -12,8% e il Comun General de Fascia del -6%, segnali di una Trentino sempre più polarizzata tra aree urbane e montane interne.


Ma il vero tema del futuro non è tanto l'aumento assoluto dei residenti quanto il profondo cambiamento nella struttura anagrafica. Entro il 2080, le persone in età lavorativa crolleranno dal 62,9% attuale al 53,1%, mentre gli over 65 cresceranno dal 24,5% al 33,4%.

Un invecchiamento che si traduce in un deterioramento del rapporto di dipendenza: dai circa sei anziani e giovanissimi ogni dieci lavoratori di oggi, si arriverà a nove nel 2080. Una sfida enorme per i sistemi di welfare e previdenza del territorio.