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TRENTO. L’autunno si conferma una stagione sempre più importante per il turismo trentino, con strutture ricettive più occupate, tariffe in aumento e ricavi in crescita. Tra il 31 agosto e il 1° novembre 2026, il tasso di occupazione delle strutture aperte ha raggiunto il 69%, contro il 65% dello stesso periodo del 2025, mentre le presenze sono aumentate del 6%. I dati, aggiornati al 2 novembre, arrivano da un campione di 479 strutture ricettive.
La tariffa media per camera si è attestata a 138 euro, con un incremento dell’8%, pari a 9 euro, rispetto all’anno precedente. Ancora più significativa la crescita del ricavo medio per camera disponibile, passato da 84 a 96 euro, con un aumento del 14%. Un risultato che conferma la capacità del comparto turistico del Trentino di generare valore anche al di fuori delle tradizionali stagioni di maggiore affluenza.
La montagna è l’ambito che mostra il maggiore dinamismo. Il tasso di occupazione delle strutture aperte ha raggiunto il 61%, con un incremento del 9% rispetto all’autunno 2025. La tariffa media è salita a 138 euro, mentre il ricavo medio per camera è passato da 72 a 84 euro. Numeri che evidenziano come settembre e ottobre stiano assumendo un peso crescente nell’economia delle località montane.
Risultati positivi anche per le località dei laghi, dove il tasso di occupazione delle strutture aperte ha sfiorato l’80%, con una crescita del 5%. La tariffa media è salita da 139 a 149 euro, mentre il ricavo medio per camera è passato da 103 a 116 euro. Nelle città, invece, l’occupazione si è mantenuta stabile all’82%, ma sono aumentati sia i prezzi medi, da 94 a 105 euro, sia i ricavi, da 78 a 87 euro.
Settembre si è chiuso con un tasso di occupazione del 73% delle strutture aperte, in aumento di quasi l’8% rispetto al 2025. La tariffa media giornaliera ha raggiunto i 144 euro, registrando una crescita analoga. Nella seconda metà del mese, soprattutto in montagna, la progressiva chiusura di alcune strutture ha ridotto l’offerta disponibile, mentre quelle rimaste operative hanno continuato a registrare buoni livelli di occupazione.
Anche ottobre ha mostrato segnali incoraggianti. Dopo un avvio meno brillante, il mese ha recuperato terreno grazie soprattutto alle prenotazioni dell’ultimo momento, chiudendo con un’occupazione del 62%, contro il 60% dell’anno precedente. La montagna ha mantenuto livelli sostanzialmente stabili, mentre i laghi hanno beneficiato anche delle favorevoli condizioni meteorologiche. Nelle località montane, le strutture rimaste aperte hanno registrato tassi di occupazione superiori al 40%.
Per l’assessore provinciale al Turismo Roberto Failoni, i risultati rappresentano «una buona notizia per l’economia trentina», considerando che il settore coinvolge una filiera che comprende ricettività, commercio, artigianato e servizi. La Provincia di Trento, ha assicurato, continuerà a sostenere gli investimenti, la qualificazione delle strutture e la competitività delle imprese, con l’obiettivo di distribuire i benefici economici anche alle comunità locali.
Secondo Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, il rafforzamento della stagione autunnale permette di distribuire più equilibratamente i flussi turistici durante l’anno, ampliando le occasioni di visita nei periodi meno affollati. L’occupazione del 69% delle strutture aperte dimostra, ha sottolineato, l’esistenza di una domanda concreta sulla quale continuare a lavorare.
Il presidente di Trentino Marketing, Gianni Battaiola, richiama infine il valore del paesaggio autunnale, delle tradizioni e degli appuntamenti culturali e sportivi. Eventi come il Trentodoc Festival e il Festival dello Sport di Trento contribuiscono ad arricchire l’offerta turistica. Consolidare le presenze in questi mesi, secondo Battaiola, può favorire una maggiore continuità occupazionale e offrire alle imprese prospettive economiche più stabili.


