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TRENTO. La domenica parte con il sole e temperature decisamente elevate per il periodo. Qualche foschia o nebulosità potrebbe interessare, secondo Giacomo Poletti, le zone meridionali del Trentino, dalla Valsugana alla Vallagarina, a causa dell'umidità in risalita dalla pianura. Nel corso della giornata il cielo resterà comunque in prevalenza soleggiato.
Nel pomeriggio è prevista la formazione di cumuli sulle cime, senza piogge significative. Il dato più rilevante riguarda lo zero termico, destinato a salire fino a circa 4.700 metri. Una quota eccezionalmente elevata per settembre, con la possibilità di raggiungere valori record per il mese soprattutto in montagna.
Per un vero cambiamento bisognerà aspettare mercoledì 9 settembre, quando le previsioni indicano l'arrivo di una perturbazione con 15-30 millimetri di pioggia diffusa. Qualche rovescio sparso, soprattutto in quota, potrà comunque presentarsi già nei pomeriggi di lunedì e martedì. Con il peggioramento arriverà anche un netto e duraturo calo termico, che dovrebbe riportare le temperature su valori più vicini alle medie stagionali.
Il caldo di questi giorni riporta in primo piano anche il tema del cambiamento climatico. Secondo l'analisi dei dati storici riportata nel post, sulle Alpi e nel Nord Italia le estati sarebbero oggi fino a 4-5 gradi più calde rispetto a un secolo fa. L'aumento più marcato viene collocato a partire dagli anni Novanta, parallelamente alla crescita della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera.
Un cambiamento che in Trentino si riflette anche sulle fasce altitudinali: la temperatura media estiva che storicamente caratterizzava Trento a circa 200 metri di quota sarebbe stata registrata quest'anno intorno ai 750-800 metri. Una trasformazione che può avere conseguenze sugli ecosistemi e sui boschi, soprattutto quando il caldo si accompagna a lunghi periodi siccitosi.
Guardando ai prossimi decenni, lo scenario proposto è netto: senza una significativa riduzione delle emissioni, estati come quella del 2026 potrebbero diventare ordinarie intorno al 2040-2045. Entro trent'anni, le temperature medie estive che un tempo si registravano a Trento potrebbero essere tipiche di località poste attorno ai mille metri, con importanti ripercussioni sulle fasce vegetazionali.


