TRENTO. La spesa media mensile di una famiglia trentina nel 2025, dal cibo all'affitto, dai trasporti alla salute, è stata di 3.262 euro, con un leggero aumento rispetto al 2024, quando la spesa media era stata di 3.193 euro. Si tratta della seconda cifra più alta a livello nazionale, poco dopo l'Alto Adige (3.632 euro) e davanti a Umbria (3.257), Valle d'Aosta (3.190) ed Emilia-Romagna (3.159).

Naturalmente, nel dato complessivo regionale è il Trentino-Alto Adige a primeggiare, con 3.444 euro mensili, la media tra le province di Trento e Bolzano. Più basso, ovviamente, il dato mediano, che rappresenta anche una cifra più realistica: il Trentino si assesta a 2.636 euro, sempre dietro l'Alto Adige (2.810) e con una cifra simile a Toscana ed Emilia-Romagna (rispettivamente 2.632 e 2.630).

Nel report Istat Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025 emerge che la media nazionale è di 2.782 euro e la mediana di 2.337 euro. Verosimilmente, cifre così alte – le famiglie della regione spendono oltre il 70% in più di quelle in Puglia – sono legate a un costo generale della vita molto più alto rispetto ad altre zone d'Italia.

Tornando al Trentino e ai 3.262 euro medi, l'84,8% della spesa totale, pari a 2.767 euro, è destinato a beni e servizi non alimentari, mentre il 15,2%, cioè 495 euro, è legato al cibo.

Nel dettaglio, i trentini spendono 44 euro all'anno per bevande alcoliche e sigarette, 125 per abbigliamento e calzature, 1.117 per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, 118 per interventi di ristrutturazione, 640 per affitti figurativi, 134 per mobili e articoli per la casa, 118 per la salute, 459 per i trasporti, 77 per informazione e comunicazione, 163 per sport e cultura, 14 per istruzione, 292 per la ristorazione, 81 per servizi assicurativi e 135 per cura della persona e protezione sociale. Insomma, la casa rappresenta nettamente la voce di spesa maggiore per i cittadini trentini.

Nello studio, l'Istat sottolinea che «in termini di composizione, in Trentino-Alto Adige si registrano le quote più elevate di spesa totale destinate a Servizi di ristorazione e di alloggio (8,7%, a fronte del 5,9% osservato a livello nazionale) e per Ricreazione, sport e cultura (4,8% contro il 3,8% a livello Italia)». Nella regione si osserva anche il peso più contenuto della spesa per prodotti alimentari e bevande analcoliche, pari al 16,1%, una quota che raggiunge il massimo in Calabria, con il 28,9%.

Dando uno sguardo al report nazionale, nel 2025 la spesa media mensile per i consumi delle famiglie è stata di 2.782 euro, in sostanziale stabilità rispetto al 2024, quando era pari a 2.755 euro. La spesa media mensile delle famiglie residenti nel Nord-est, la più alta tra le ripartizioni geografiche, supera del 39,3% quella delle famiglie del Sud, dove si registra il valore più basso.

La spesa media mensile per consumi delle famiglie composte soltanto da italiani supera di oltre un terzo (+37,8%) quella delle famiglie con stranieri.

Rispetto al 2024, risultano in crescita le spese per l'acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche, passate da 533 a 552 euro mensili (+3,6%). Un aumento che risente anche del rialzo dei prezzi: la variazione annua dell'Ipca è stata del 3%, rispetto al 2,5% del 2024. La quota di spesa totale destinata agli alimentari è così salita dal 19,3% al 19,8%.

Nel dettaglio, crescono le spese per caffè (+14,6%), acqua (+8,3%), pesce (+7,8%), oli e grassi (+6,7%), tè e infusi (+6,7%), carne (+5,4%), latte, altri prodotti lattiero-caseari e uova (+4,2%).

La spesa non alimentare, invece, risulta stabile rispetto all'anno precedente, attestandosi in media a 2.230 euro mensili. Rappresenta l'80,2% della spesa totale e varia tra i 2.533 euro nel Nord-est e i 1.652 euro nel Sud.