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STORO. Era stata investita sulle strisce pedonali il 25 agosto scorso a Vestone, nel bresciano, a poca distanza da quella che per lei era diventata casa. Purtroppo però, dopo 14 giorni in gravissime condizioni, Graziella Scaglia, 79 anni, si è spenta all'ospedale Civile di Brescia. Troppi gravi le ferite e i traumi riportati a seguito dell'impatto con il suv che l'aveva fatta sbalzare in via Marconi, lungo la statale 237 del Caffaro, in quella terribile mattinata di pioggia. La vittima, originaria di Storo ma residente da anni nella confinante provincia di Brescia, stava facendo delle commissioni quando ha cercato di raggiungere il marciapiede opposto, all'altezza di un attraversamento pedonale. Erano le 11.15 circa, quando la vettura, con a bordo una famiglia residente nel cremonese, l'ha colpita, in una giornata caratterizzata da temporali e forte maltempo. Cosa che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe aver inciso sulla visibilità del conducente.
Fin da subito, la situazione era apparsa critica. La donna, volata sull'asfalto, aveva infatti riportato gravi traumi anche alla testa. Sul posto erano intervenuti i volontari dell'ambulanza di Vestone, l'equipe dell'autosanitaria della Valle Sabbia e l'elisoccorso. La 79enne era stata trasferita d'urgenza al pronto soccorso della struttura sanitaria di Brescia in condizioni disperate. Nel frattempo erano stati condotti i rilievi da parte degli agenti della polizia locale della Valle Sabbia che avevano acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, fra cui quelle a circuito chiuso dell'ufficio postale, per l'esatta ricostruzione della dinamica. Dopo aver lottato fra la vita e la morte per due settimane, Graziella Scaglia, purtroppo, non ce l'ha fatta.
Residente nel bresciano ormai da decenni, prima a Ponte Caffaro e da 20 anni a Lavenone, la 79enne aveva sempre mantenuto un profondo legame con il Trentino, in particolare con la Valle del Chiese, sua terra di origine, che aveva lasciato quando si era sposata. Aveva avuto due figli, Luisa e Francesco, quest'ultimo venuto a mancare nel 2022. Grandissima appassionata della natura e della montagna, Graziella era una persona con una vena artistica e con molti hobby. «Era una donna molto sportiva - racconta la figlia - amava camminare e fare gite di gruppo, anche soltanto nei dintorni di Lavenone. Aveva una casa in montagna sotto Faserno, dove amava andare nei ritagli di tempo. Aveva moltissime doti, ma era soprattutto un'artista: creava coperte patchwork e scriveva poesie in dialetto storese. Faceva pure parte di un gruppo di poesia di Tione. Era molto legata alla sua terra». Lei, dunque, non aveva mai tagliato quel filo invisibile che la legava al suo paese natale, così come non aveva mai abbandonato quella passione per le cime che non solo custodiva, ma che aveva portato con sé anche dopo aver lasciato la terra di famiglia. Una donna, sottolinea la figlia, «forte, estroversa», e che riusciva «a tessere relazioni con tutti». I famigliari attendono ora il nulla osta per la sepoltura. Al momento non è stata fissata la data dei funerali: la salma rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria. Acquisiti tutti gli elementi necessari, nelle prossime ore la Procura potrebbe aprire un fascicolo per omicidio stradale.


