TRENTO. Il Trentino si conferma una delle terre più solidali quando si parla di donazione di organi. Lo certifica il Report 2025 diffuso dal Centro nazionale trapianti (Cnt), oltre trecento pagine che restituiscono il quadro definitivo dell'attività della Rete nazionale trapianti. E in quel quadro la provincia di Trento spicca soprattutto per un primato: il tasso di opposizioni alla donazione più basso d'Italia.

Nelle terapie intensive del territorio, nel 2025, appena il 17,4% di opposizioni ha riguardato le famiglie che hanno detto no al prelievo degli organi di un proprio caro. Un valore che, pur in crescita rispetto alla situazione dell'anno precedente, resta nettamente inferiore alla media nazionale, ferma al 29,2%, e colloca Trento davanti a ogni altra Regione e Provincia autonoma. Un dato tanto più significativo se si considera il peso di quei rifiuti: secondo la stima del Cnt, a livello nazionale i "no" raccolti nelle rianimazioni hanno impedito la realizzazione di circa 2.400 trapianti.

Sul fronte dell'attività, la provincia di Trento registra 33 donatori per milione di abitanti, sopra la media italiana di 29,8 e all'ottavo posto nella graduatoria nazionale per milione di residenti. In valori assoluti si tratta di 18 donatori effettivi, a fronte di 23 accertamenti di morte: numeri contenuti, come inevitabile per un territorio di piccole dimensioni, dove le oscillazioni da un anno all'altro vanno lette con prudenza. Restano comunque cifre che confermano la tenuta di un sistema locale efficiente.

Il risultato trentino si inserisce in un'annata da record per l'intero Paese. Nel 2025 in Italia sono stati eseguiti 4.678 trapianti di organo, 36 in più rispetto ai 4.642 dell'anno precedente: il numero più alto di sempre. Con 29,8 donatori per milione di abitanti, la Rete nazionale si conferma seconda tra i grandi Paesi europei, dietro soltanto alla Spagna(51,9) e davanti a Francia, Regno Unito e Germania. In cima alla classifica regionale svettano il Veneto (49,3 donatori per milione), la Toscana (45,6) e l'Emilia-Romagna (42,2).

Il capitolo delle opposizioni alla donazione resta però il vero banco di prova, come conferma anche il fronte delle dichiarazioni di volontà: al rinnovo della carta d'identità elettronica, su oltre 3,7 milioni di dichiarazioni raccolte nei Comuni italiani, i consensi si sono fermati al 59,9%, con il 40,1% di cittadini che ha scelto di negare l'assenso.

"Le sfide che attendono la Rete nazionale trapianti nei prossimi anni riguardano il contenimento delle opposizioni e il raggiungimento di una sempre maggiore omogeneità territoriale nell'accesso al trapianto", sottolinea il direttore generale del Cnt Giuseppe Feltrin, che rivolge un ringraziamento ai donatori e alle loro famiglie: senza quel "sì", ricorda, sarebbe stato impossibile dare speranza a più di 50.000 pazienti. Sulla stessa linea il ministro della Salute Orazio Schillaci, che invita a rafforzare la sensibilizzazione soprattutto tra i giovani, "perché la cultura della donazione diventi parte della nostra identità civile".