TRENTO. Poco più di 20 milioni di euro. È quanto costano alle casse pubbliche i dirigenti della Provincia: ci sono 13 top manager, ovvero i dirigenti generali, poi 100 dirigenti di servizio e infine i, o meglio le 76 dirigenti scolastiche, visto che la maggioranza (49 su 76, il 65%) sono donne. Si tratta delle 189 persone che gestiscono la macchina provinciale con incarichi di direzioni.

Al top della graduatoria, unico con una retribuzione sopra i duecentomila euro, c'è in realtà un "non provinciale", ovvero un dirigente di piazza Dante che però è in servizio presso un altro ente, ovvero Cassa del Trentino Spa: si tratta di Lorenzo Bertoli, direttore generale di Cassa del Trentino messo a disposizione dalla Pat, che nel 2025 ha dichiarato 212mila euro di emolumenti complessivi a carico della finanza pubblica.

Al netto di questa posizione professionale "a metà", si conferma al vertice il direttore generale Raffaele De Col, che nel 2025 ha dichiarato 186.696 euro di stipendio lordo. Per il numero uno di piazza Dante si tratta di un calo rispetto ai 192mila euro dichiarati nel 2024 - il suo primo anno da Dg, visto che venne nominato il 31 dicembre 2023 -.

Al secondo posto troviamo un dirigente non generale, ovvero Walter Viola, responsabile della struttura Resilienza abitativa, sostenibilità e coesione territoriale, che l'anno scorso ha guadagnato quasi 185mila euro, con una clamorosa crescita rispetto al 2024, quando dichiarò 107mila euro (+72%). Anche per il terzo e quarto posto bisogna andare a pescare nella lista dei dirigenti dei servizio, con Antonio Tita (quasi 170mila euro) e Giancarlo Anderle (quasi 168mila euro).

Poi rieccoci tra i top manager con due donne, ovvero Francesca Mussino e Valeria Placidi. Dopo di loro è il turno di Giovanni Gardelli, che ha incassato da piazza Dante 158mila euro per occuparsi di urbanistica ed energia, seguito da Andrea Ziglio, numero uno della sanità, che ha visto ridursi sensibilmente lo stipendio rispetto a quando lavorava negli ospedali. Poi ecco Luca Comper, Laura Pedron ed Enrico Menapace e via via tutti gli altri.

Ma, ad esclusione di De Col, si vede come le cifre siano piuttosto simili, con undici dirigenti generali racchiusi in poche migliaia di euro di differenza, fino ad arrivare in fondo dove Romano Stanchina - che si occupa di artigianato, commercio, sport e turismo - è decisamente staccato, tanto da essere potenzialmente superato anche da 19 dirigenti di servizio.

Come si nota dalla colorazione della tabella, 5 dirigenti generali su 13 sono donne, con una crescita rispetto agli scorsi anni. A compensare sono le dirigenti scolastiche, in gran parte donne, mentre tra i dirigenti di servizio la maggioranza è al maschile, con la prima per reddito tra le donne che è Miriana Detti, a capo della Coesione sociale.

Tornando ai 20,3 milioni di euro totali di spesa, poco più di 2 sono riservati ai 13 top manager (157mila euro di media a testa), mentre 7,3 vanno ai 76 dirigenti scolastici (96mila a testa in media). Ma la fetta maggiore, 11,1 milioni, va ai cento dirigenti di servizio, con una media quindi di circa 110mila euro a testa.

Infine un paio di precisazioni: alcune cifre, pur presenti sul sito della Provincia, sono in realtà "potenziali", perché previste per l'incarico ma non effettivamente incassate nel 2025 (è il caso di Arianna Tamburini dell'Ufficio stampa, che ha ricevuto un incarico provvisorio). Inoltre tra i dirigenti scolastici molti sono alla prima nomina, e hanno preso servizio in quel ruolo a settembre 2025: ecco spiegata la differenza di reddito con altri colleghi.