TRENTO. "Scaricato, brutalmente scaricato". Con queste parole il Partito Democratico del Trentino-Alto Adige commenta la situazione di Maurizio Fugatti “dopo l'abbandono politico da parte del segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini”. Secondo i democratici, quello che è accaduto può essere definito solo come "l'incredibile abbandono al suo destino del presidente Fugatti, sancito dal suo segretario nazionale Salvini che, in pochi secondi ed ancor meno battute, ha liquidato definitivamente ogni sogno di terzo mandato per il Presidente della Provincia autonoma di Trento".


La critica del Pd si fa più serrata quando analizza la strategia comunicativa di Fugatti. "Dopo aver registrato la frattura nella sua maggioranza e l'impugnazione della legge salva Fugatti da parte del Governo centrale, il governatore ha reagito con l'istinto di chi ha subito un affronto nell'onore", sostengono dalla sede provinciale del partito.


Il Partito Democratico sottolinea come "confidando nell'esposizione mediatica del Festival dell'Economia per seppellire le polemiche locali sotto una coltre di notizie ed ospiti, Fugatti ha invece offerto su di un vassoio d'argento una vetrina nazionale allo scontro con Fratelli d'Italia".


"Nel volgere di poche ore, ha ottenuto così l'effetto esattamente inverso a quello auspicato, con una deflagrazione di polemiche, accuse e promesse di ritorsioni che non solo hanno certificato la solitudine totale del presidente e delle sue politiche, ma hanno anche evidenziato un rischio concreto per il Trentino di dover pagare un conto salatissimo nei rapporti con Roma", prosegue la nota dei democratici.


Ma è sui rischi per l'autonomia che l'attacco democratico si fa più preoccupato. "Al di là della rapidità con la quale è stato politicamente scaricato da Salvini – salvo poi ribadire una totale fiducia che appare più verbale che sostanziale – ciò che maggiormente preoccupa è il rischio di un trasferimento del conflitto personale sul piano nazionale", denunciano i democratici. "Questo potrebbe compromettere gravemente i rapporti con lo Stato su dossier cruciali come il rinnovo dell'A22, le concessioni idroelettriche e la riforma dello Statuto di autonomia".

Il giudizio finale è lapidario: "Perseguendo, ancora una volta, la prevalenza degli interessi personali su quelli generali, Fugatti e la sua maggioranza di pretoriani hanno dimostrato un disprezzo istituzionale gravissimo e un'incompetenza comunicativa che non ha precedenti nella storia dell'autonomia trentina".

"L'auspicio, davanti a questo disastro annunciato, è che le ricadute sul Trentino non riportino indietro l'orologio della storia e non compromettano le prospettive minime di sviluppo del territorio, oggi esposte al pericolo di arenarsi sulle secche di uno scontro politico tutto interno alla maggioranza di centrodestra", conclude la nota del Partito democratico.