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CIVEZZANO. Le notizie, sempre più insistenti, che in queste ultime settimane e giorni indicano concrete possibilità di dislocamento delle terre provenienti dal bypass di Trento anche sul territorio di Civezzano, hanno sollevato allarme tra la popolazione locale.
Dell'argomento si è parlato in anteprima pubblica a Civezzano in occasione dell'assemblea annuale dei soci della Sat locale, il 20 febbraio scorso. Riportando gli interventi sul tema, anche riportando quanto denunciato in «relazione morale» da parte del presidente Ivo Cestari, che diceva come «è notizia recente che il nostro Comune sarà interessato dal Piano di utilizzo delle Terre (redatto da Rfi e Provincia) per la dislocazione di materiali provenienti dagli scavi delle aree inquinate Sloi e Carbochimica di Trento, nell'ambito del progetto dell'Alta velocità».
«Sono state individuate due aree sul nostro territorio senza un'adeguata informazione sulla pericolosità dei materiali e sui rischi di incidenti». Così si era espresso Cestari, premettendo che, da satini «abbiamo il dovere di vigilare affinché Civezzano non diventi la discarica di un progetto scarsamente condiviso».
Ora, a mantenere vivo l'argomento «Piano utilizzo terre del bypass: un assalto alle aree inquinate e al Trentino», scendono in campo proponendo un'assemblea territoriale alle 20.30 di venerdì 20 marzo nella sala pubblica della scuola elementare di Civezzano, in via Telvana, 6, varie sigle: Cittadini di Civezzano, Coordinamento lavoro porfido, Comitati No Tav del Trentino. L'avviso di convocazione promette: «Discarica di val Camino: no al conferimento di terre inquinate!», anticipando ed esplicitando come il nuovo piano di utilizzo delle terre (Put) della circonvallazione sia un atto di forza che Rfi tenta di fare per superare le opposizioni della popolazione e i sequestri della magistratura e trasformare le aree inquinate Sloi - Carbochimica in un enorme cantiere del Tav.
Oltre a scavare centinaia di migliaia di metri cubi di terre contaminate - denunciano i promotori della serata a Civezzano - c'è il problema del materiale di scavo che esce dalla Marzola, addizionato di contaminanti per favorire l'azione delle frese, che in altre grandi opere in Italia si sono accompagnati alla diffusione dei famigerati Pfas. Stigmatizzando come il Put costituisce un attacco a tutto il territorio trentino, l'invito all'assemblea territoriale di Civezzano rende noti i due siti che si trovano nel territorio di Civezzano e sono indicati quali zone di deposito di quelle terre del bypass: l'ex discarica di Val Camino, 240.000 metri cubi, e l'area ex Pollo Trento con 7.000 mc. «Una prospettiva funesta per l'acquedotto di Civezzano, in quanto poco al di sotto della discarica di Val Camino scorre il rio Silla e sono collocate le prese di captazione delle acque», concludono Clp e Notav.


