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TRENTO. La pistola, impugnata a due mani, viene puntata verso la vittima, poi lo sparo ad altezza d'uomo. Sono stati registrati dalle telecamere di sicurezza della tabaccheria di via Santa Croce i momenti più drammatici dell'agguato ai due fratelli tunisini da parte dei due albanesi poi fermati con l'accusa di tentato omicidio.
Il tunisino di 28 anni, nel mirino dei rivali, si è salvato perché istintivamente è riuscito a scansarsi, prima di essere poi colpito alla testa con il calcio della pistola. Ieri, 11 aprile, Yohanna Suarez, la titolare della tabaccheria che riaprirà martedì, era ancora sotto shock: Ho passato la notte a ripensare a quello che ho vissuto. È stato terribile».
Il sindaco Ianeselli ieri è tornato in via Santa Croce: «Siamo di fronte a scenari gravissimi. Con criminali che hanno raggiunto Trento da fuori con l'intento di eliminare altri criminali. Sono scene da Gomorra, inaccettabili».
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