L'inverno non si fa ancora sentire: ieri si è registrato un calo delle temperature, ma per venerdì è attesa un’altra impennata del termometro. Si teme un ritorno a quel record di 18,8 gradi (il gennaio più caldo degli ultimi ventiquattro anni). Stagione strana, stagione che fa preoccupare il mondo agricolo trentino: il rischio è di vedere compromessa tutta la raccolta dell’uva e delle mele. «Se non gela a gennaio - dicono i contadini - gelerà a marzo e allora saranno dolori».

E se l’anomalia climatica continuerà? «Sarebbe il male minore: vendemmia a luglio e raccolta dei pomi ad agosto». Ma ci credono in pochi. Anche i fioristi seguono con attenzione le evoluzioni del cielo. Una cosa è certa: le mimose stanno già fiorendo e per l’8 marzo, Festa della Donna, ce ne saranno ben poche. I costi lieviteranno e il fiore giallo potrebbe schizzare ad un prezzo superiore al doppio.


VITE E MELO

Il presidente di Coldiretti Gabriele Calliari dice che «l’allarmismo di questi giorni è ingiustificato». «Detto questo - aggiunge - ci sono tutte le premesse per preoccuparsi. Le piante "si muovono". Si nota un ingrossamento delle gemme: risvegli strani, che invece dovremmo avere a metà marzo». Spiega che la linfa è in circolo e che il gelo improvviso potrebbero «provocare la frantumazione dei vasi all’interno». «La vite è fragilissima. Possiamo anche immaginare che non geli - e in quel caso avremmo una primavera anticipata - ma è probabile che l’inverno, con le sue temperature, arrivi. E, se la gemma è aperta, il freddo non risparmia: non risparmia zone calde come quelle dell’Alto Garda».

Calliari abita a Malosco. «Qua fuori - ci dice al telefono - il termometro segna tredici gradi all’ombra. Non è normale». I quattordicimila contadini, grandi e piccoli, temono scompensi nella maturazione di viti e meli. C’è chi parla di «stato di calamità». «Può essere ma per noi può comportare solo una riduzione del gettito all’Inps».

Danilo Merz, direttore di Coldiretti, ammette che l’anomalia meteorologica fa una certa impressione, ma si dice fiducioso: «Certo vedere l’orso che non va in letargo o i merli che covano a Martignano è molto strano. È comunque matematico che il freddo e la pioggia, se non la neve, prima o poi arriveranno». «C’è poco da fare - commenta Diego Coller, direttore di Confagricoltura -. Mi hanno detto che nel 1860 ci fu un inverno analogo. I contadini vendemmiarono a luglio. Speriamo. Sarebbe comunque meglio di una gelata che rischia di mandare in malora tutto il raccolto».


MIMOSE A PREZZO DOPPIO

Effetto collaterale del caldo anomalo di questi giorni è la fioritura delle mimose. Il fiore non sarà disponibile per l’8 marzo. «Ce ne sarà una quantità decisamente inferiore - dice Antonio Trentini, presidente provinciale della categoria dei fioristi (Unione Commercio) nonché presidente del Festival dei fiori, che si tiene a San Remo dal 26 al 28 gennaio -. Si tratta di una varietà che, una volta arrivata alla fioritura, può essere conservata anche per un mese in speciali frigoriferi. Quest'anno però la temperatura è troppo elevata. Risultato: i prezzi al dettaglio saranno molto più elevati, anche oltre il doppio». Lo scorso anno mezzo chilo di mimose veniva venduto a venti euro. «Si andrà a quaranta e più».


IL NATURALISTA

«Stagioni più calde della media ci sono sempre state. È chiaro che esiste un problema di surriscaldamento del pianeta, ma non è detto che ci sia un collegamento con il caldo di questi giorni. Abbiamo avuto anche inverni nevosissimi, ma non è che in quegli anni i ghiacciai abbiano smesso di ritirarsi». Stefano Cavagna, del Progetto Velaverde, dice che «l'allarmismo di questi giorni è dato dal fatto che non eravamo più abituati a stagioni anomale, che possono sempre verificarsi». «Non allarmarsi non significa non prendere atto del problema».


TURISMO

Gli alberghi, che hanno chiesto lo stato di calamità, attendono la fine della stagione invernale. L'assessore Tiziano Mellarini dice: «La proposta mi lascia perplesso. È troppo presto per parlare di provvedimenti. Dobbiamo fare passare un mese: se non nevica a febbraio ne possiamo anche parlare».


METEOTRENTINO 

Intanto il sito più cliccato è quello di Meteotrentino. Il trend non cambierà nemmeno domani. Le stazioni di rilevamento di ieri hanno fatto registrare un leggero abbassamento della temperatura. «Per oggi e domani, in montagna, è prevista una riduzione fino a sei gradi. In fondovalle si scenderà solo di tre gradi», spiega la meteorologa Marta Pendesini.

Per venerdì è previsto un nuovo innalzamento delle temperature e nessuna precipitazione: né neve né pioggia. Ieri il primo calo, che dovrebbe proseguire anche oggi. Questi i dati registrati dalle stazioni di rilevamento: Trento Sud 11,6; Rovereto 10,5; Folgaria 14,1; Pinzolo 8,9; Tonale 8,8; Pejo 12,3.