TRENTO. Il traliccio di Tavernaro con i suoi ripetitori torna ad essere oggetto di vandalismi e attacchi dimostrativi: nella serata di martedì 18 marzo due persone a volto coperto hanno raggiunto l'area del sobborgo in cui sorge l'impianto, probabilmente dopo aver attraversato i terreni agricoli a monte di Moià, per poi salire sul traliccio e imbrattare alcuni dei ripetitori.

L'impianto, che rilancia il segnale sia di emittenti radiotelevisive che di operatori telefonici oltre che della rete di comunicazione delle forze dell'ordine e delle realtà del soccorso, già in passato era stato più di una volta oggetto di azioni anche più gravi: nel 2016 l'impianto era stato danneggiato da un incendio, appiccato da esponenti di area anarchica e un altro attacco era stato registrato circa sei anni fa.

Anche per questo gli inquirenti - che si sono attivati dopo la denuncia da parte della società telefonica Wind, i cui tecnici nei giorni scorsi hanno verificato il funzionamento dell'impianto - non escludono che l'azione possa essere stata legata al processo che ha visto tornare in aula Luca Dolce, venerdì scorso in tribunale a Trento.

I proprietari hanno voluto sottolineare come, al di là dei danni, l'azione abbia rappresentato un grave rischio per l'incolumità degli stessi autori, non solo per l'altezza da terra alla quale sono saliti ma anche per l'esposizione ai segnali radio, avendo presumibilmente agito con delle bombolette per imbrattare i ripetitori. Dell'episodio è stata informata anche la Digos.