TRENTO. L'incremento della sicurezza ferroviaria stabilito nell'accordo annunciato l'altro ieri dalla Provincia - che prevede tra le altre cose anche l'aumento degli operatori di Fs Security in Trentino - piace al sindacato della Uiltrasporti. Che, al contempo, però, chiede anche che i controlli vengano attivati anche sul trasporto locale su gomma.

«Siamo soddisfatti dell'investimento annunciato - dichiara il segretario generale, Nicola Petrolli - anche perché ce n'era bisogno. Avere degli addetti in più a presidiare, dà una maggiore idea di sicurezza durante il viaggio anche per i passeggeri stessi. Se venissero introdotti o spostati anche a bordo degli autobus e delle corriere, noi saremmo contenti». E aggiunge: «Si viaggerebbe con maggiore serenità e tranquillità se ci fosse una sorveglianza maggiore, soprattutto di notte. Pensiamo anche agli autisti e alle autiste. Ne gioverebbe anche l'attrattività di questo mestiere, che è bellissimo». Sul fronte aggressioni, anche verbali e non solo fisiche, «il personale spesso non denuncia, non sentendosi motivato a farlo. Ma noi ribadiamo l'importanza di farlo sempre, in qualsiasi caso».

Stando ai numeri forniti da Fs Security, soltanto sul territorio trentino per quanto riguarda i treni, si parla di cinque aggressioni segnalate fra gennaio e giugno 2025. Nello stesso semestre di quest'anno, quindi fra gennaio e giugno 2026, invece, gli episodi registrati sono stati solo due. Tenendo presente che non tutte le violenze vengono segnalate nell'immediato, i dati sono chiaramente sottodimensionati. Ad aggiungersi anche la voce del Sindacato italiano appartenenti polizia che ribadisce: «Servono rinforzi strutturali della Polfer».

«Plaudiamo senza riserve all'accordo sottoscritto che prevede il rafforzamento delle attività di sicurezza ferroviaria sul territorio provinciale - scrive in una nota Massimiliano Corradini, segretario regionale del Siap - Tuttavia, come abbiamo più volte ribadito, questo investimento non può e non deve essere considerato una soluzione definitiva. La sicurezza in ambito ferroviario non può reggersi solo su presidi privati, per quanto qualificati. Serve un sistema integrato ed efficace, e in questo sistema la presenza della polizia ferroviaria è insostituibile».

Il nuovo accordo - che vale circa 2, 7 milioni - prevede l'aumento di nove nuovi operatori di Fs Security in Trentino, facendo salire l'organico dagli attuali 22 a 31 unità. Le nuove guardie non saranno semplici figure di presidio. Oltre a effettuare controlli sui binari agli accessi dei convogli, pattugliamenti a bordo e verifiche nelle aree ferroviarie, avranno in dotazione anche lo spray al peperoncino, le bodycam e le telecamere portatili da indossare.