CIVEZZANO. Uno studente di Civezzano di 20 anni, che si è trasferito a settembre a Valencia per studiare medicina, domenica sera è stato aggredito e derubato del cellulare mentre si trovava nella città spagnola. Il fatto è accaduto mentre il ragazzo era al telefono con la mamma.

«É stato aggredito alle spalle con pugni da cinque ragazzi. La Polizia Valenciana è intervenuta nel giro di 10/15 minuti con tre volanti, ma purtroppo questi ragazzi si sono volatilizzati», spiega il papà del giovane che è stato portato all'ospedale per essere medicato. «Ora è molto spaventato ad uscire da casa in questo momento per lui è difficile. Comprensibile perché successo da poco ma di certo il ragazzo ha un carattere forte e determinato ed affronterà questa spiacevole esperienza con maturità», aggiunge il papà.

Il giovane è uno dei tanti ragazzi trentini che dopo le superiori hanno deciso di fare un esperienza di studio o lavoro all'estero. «Dopo aver lavorato e risparmiato due estati per mantenersi autonomamente il primo anno ha deciso di trasferirsi a Valencia ancora a settembre (consapevole che all'università sarebbe entrato a Settembre di quest'anno) per perfezionare la lingua e nel frattempo trovare un lavoro e preparando gli esami in spagnolo», racconta orgoglioso il papà che ci tiene a ringraziare sia la Polizia, che la centrale che lo ha ricevuto per la denuncia, nonché il pronto soccorso.

Tutti hanno tranquillizzato e supportato il figlio, così come i ragazzi coinquilini che tutt'ora lo incoraggiano e sostengono. «Per un genitore che ha un figlio di appena 20 anni, credetemi siamo felici che il paese che lo sta accogliendo non lascia ragazzi in balia di sé stessi in una emergenza. Volevo solamente segnalare questa spiacevole esperienza che la nostra famiglia ed mio figlio ha subito. Ci dicono che lui è una mosca bianca per come cosi giovane ha deciso di uscire all'estero per studiare e per farlo ha lavorato e risparmiato due estati per essere il più possibile autonomo e non caricare la famiglia delle spese economiche ma voglio anche dire che ragazzi cosi ce ne sono tantissimi, momenti spiacevoli ce ne sono.

É la vita, ma questi genitori che hanno i loro ragazzi che studiano all'estero devono stare sereni se come noi abbiamo trovato (in questo caso Valencia) personale di Polizia, l'Ospedale e i ragazzi presenti che hanno prestato soccorso a nostro figlio e gli hanno prestato il cellulare per chiamarci e tranquilizzarci visto che mia moglie ha assistito in diretta tutto, immaginatevi la preoccupazione».

Fortunatamente le conseguenze fisiche per il ragazzo non sono state gravi. Rimane lo spavento e l'amarezza per quanto accaduto, soprattutto alla luce del fatto che solitamente Valencia è considerata una delle città più sicure della Spagna e in generale dell'Europa.