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TRENTO. Il 2025, con la turbolenta (e alla fine illegittima) legge sul terzo mandato per il governatore Maurizio Fugatti, che è costata la vicepresidenza della Provincia e alcune deleghe a Francesca Gerosa, e l'addio di altri due consiglieri provinciali, riducendo il gruppo dei meloniani a Daniele Biada e alla stessa Gerosa, è stato un anno travagliato per Fratelli d'Italia.
Nel frattempo, l'assessora provinciale è stata eletta dagli iscritti anche alla presidenza del partito in Trentino, e si può prevedere che nel 2026 cercherà di imprimere un nuovo protagonismo di Fratelli d'Italia, sia a livello provinciale che regionale, insieme a un maggiore radicamento del partito sul territorio.
In Regione il gruppo di FdI è ancora decisivo per la tenuta della maggioranza e a primavera, in occasione della «staffetta» tra i presidenti Kompatscher e Fugatti, è anche possibile che i meloniani avanzino la richiesta in coalizione della presidenza della Regione per Francesca Gerosa, mantenendo l'assessorato in Provincia, come è attualmente per Giulia Zanotelli (Lega), che è anche vicepresidente della Regione.
Oggi infatti in giunta regionale FdI non c'è, perché il suo posto è occupato da Carlo Daldoss, che però è uscito dal partito. Insomma, si preannuncia una primavera movimentata.
Presidente Gerosa, FdI ha votato contro la legge provinciale sul terzo mandato, cosa pensa delle parole del presidente del consiglio provinciale, Claudio Soini, che ha detto che la bocciatura di quella legge da parte della Corte costituzionale è stata una sconfitta dell'Autonomia?
Non si può vivere qualsiasi cosa contraria al proprio pensiero come un attacco all'Autonomia, perché perdiamo di credibilità. Quando il Governo ha impugnato la legge trentina è stato molto chiaro nelle motivazioni, confermate poi dalla decisione della Corte, per essere garante di tutto l'elettorato e non per attaccare l'autonomia. Qualsiasi cittadino avrebbe potuto sollevare la questione in ogni momento contro quella legge. Bene che si sia proceduto così.
Pensa che sia stata usata male l'autonomia approvando quella legge provinciale?
Diciamo che chi ha un ruolo istituzionale non può pensare di giustificare dietro l'autonomia qualsiasi decisione. E quella legge sul terzo mandato, che per altro non era stata condivisa nel nostro programma elettorale, non aveva nulla a che vedere con la difesa dell'autonomia.
Fugatti non potrà ricandidarsi alla presidenza della Provincia nel 2028 e magari nel 2027 deciderà di dimettersi per candidarsi al Parlamento anche se questo costringerà i trentini a tornare a votare due volte in un anno. Pensa che vada modificata la legge elettorale per evitarlo?
Io auspico che il presidente Fugatti porti a termine il mandato con la sua maggioranza, anche perché portare i trentini al voto due volte in un anno non credo che sarebbe gradito dagli elettori trentini. E queste scelte si rischia di pagarle elettoralmente.
Quindi per ora non si parla di modificare la legge elettorale per questo?
Questo è un ragionamento che andrebbe fatto in maggioranza se sapessimo quali sono le intenzioni del presidente, che oggi dice di non pensarci, e quindi noi andiamo avanti come se portasse a termine il mandato. Comunque Fratelli d'Italia è abituato ad essere pronto a tutto.
Come vede la coalizione da qui al 2028? FdI riuscirà ad uscire dall'angolo?
Il percepito spesso è diverso da quello che è nella realtà. Noi ci confrontiamo costantemente con i colleghi. Certo è una maggioranza molto frizzante, perché ci sono caratteri forti che vogliono portare il loro contributo. Ritengo, questo sì, che serva un maggiore confronto costante nella maggioranza che oggi manca. Si eviterebbero tante incomprensioni.
Come quelle che si sono viste nella discussione della manovra?
Ecco, ad esempio. Io sono per un maggiore confronto con i consiglieri di maggioranza. Abbiamo ampi ambiti di miglioramento.
In Regione, a metà legislatura, in primavera, ci sarà la staffetta. Alla presidenza al posto di Kompatscher dovrebbe subentrare Maurizio Fugatti. Il gruppo di FdI è ancora decisivo per la maggioranza. Avete aspettative sulla giunta visto che ora non ne fate parte?
Abbiamo appena avuto il congresso e ci siamo concentrati su questo. Avvieremo il confronto insieme ai colleghi di FdI di Bolzano, siamo un gruppo unito e dovremo affrontare il tema del cambio di giunta.
Pensa che oltre alla staffetta dei presidenti dovrebbe cambiare anche qualche assessore, magari Daldoss che è entrato in quota FdI e poi è uscito dal partito?
Come Fratelli d'Italia non siamo presenti in giunta. Avevamo un assessorato che abbiamo perso e tutti sanno quanto per noi la Regione sia importante e abbia un ruolo strategico. Diciamo che tutti gli accordi che erano stati fatti inizialmente sono saltati, compreso l'assessorato in Regione. Abbiamo un solo assessore in Provincia, meno deleghe, non siamo in ufficio di presidenza né presidenze di commissioni. Quindi questi sono temi per noi da mettere sul tavolo.


