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TRENTO. La Svp ha già messo in conto che la staffetta alla presidenza della Regione non si farà prima di ottobre, il che vuol dire che Arno Kompatscher sembra destinato a restare presidente almeno per tre anni se non di più e a Maurizio Fugatti resterà solo l'ultimo scorcio di legislatura.
In Alto Adige stanno ragionando del cambio del presidente del consiglio provinciale e di quello del consiglio regionale previsti a metà legislatura dallo Statuto per l'alternanza dei gruppi linguistici nella poltrona più alta. Ma se a livello provinciale la Volkspartei non si aspetta sorprese sull'elezione di Angelo Gennaccaro al posto di Arnold Schuler, per quanto riguarda la Regione è un altro paio di maniche, per le tensioni che sono tutte in casa degli alleati del centrodestra trentino e che la Svp sta subendo in attesa che Fugatti e Fratelli d'Italia si chiariscano.
La sede del consiglio regionale dal 27 maggio cambia e si trasferisce da Trento a Bolzano per i prossimi due anni e mezzo. Quel giorno è previsto che il presidente del consiglio leghista Roberto Paccher, si dimetta per scambiarsi di posto con il suo vice Josef Noggler della Svp fino a fine legislatura. Sulla carta non dovrebbero esserci problemi, ma non si escludono sorprese, magari un segnale, nella prima votazione da parte di FdI alla Lega, tanto più che ad inizio legislatura Paccher fu votato solo da tre degli allora sette consiglieri meloniani, ovvero Claudio Cia, Carlo Daldoss e Christian Girardi poi usciti dal partito.
La staffetta tra Kompatscher e Fugatti non verrà invece neppure presa in considerazione. Il presidente trentino ha già detto che non si farà a maggio, perché non se n'è ancora parlato. Il coordinatore di FdI, Alessandro Urzì, ha precisato che a loro va bene che resti Kompatscher e si potrebbe anche non fare la staffetta, se non si vogliono afforntare i nodi politici.
E a Bolzano danno ormai per certo che resterà tutto così fino all'autunno, quindi né Kompatscher né la vice trentina Giulia Zanotelli si dimetteranno per lasciare il posto il primi a Fugatti e la seconda all'assessora Rosmarie Pamer, come era stato deciso ad inizio del mandato.
Nella scorsa legislatura, Kompatscher si era dimesso da presidente della Regione a metà legislatura, a giugno, come previsto, ma poi a seguito di uno scontro politico le minoranze a giugno fecero mancare il numero legale e l'elezione di Fugatti slittò a luglio. Questa volta i problemi politici sono nella maggioranza di centrodestra trentina e quindi il terreno è minato e Kompatscher se ne guarda bene dal dimettersi con il rischio di lasciare la Regione senza un presidente.
Finché i trentini non decideranno di chiarirsi, nessuno in Alto Adige ha intenzione di correre rischi.


