PHOTO
TRENTO. I fondi provinciali destinati al contrasto dello spopolamento delle aree montane finiscono al centro di un'interrogazione del Partito Democratico del Trentino. I consiglieri Francesca Parolari e Paolo Zanella chiedono alla Giunta provinciale di fornire dati dettagliati sui risultati del progetto sperimentale per la rivitalizzazione delle zone a rischio di abbandono, che nelle prime due finestre ha già mobilitato oltre 30 milioni di euro e finanziato circa 550 alloggi in 32 comuni.
Secondo i due esponenti dem, il principale interrogativo riguarda l'efficacia reale della misura. Nel mirino c'è il rischio che una parte significativa delle risorse pubbliche venga destinata a persone che avrebbero comunque acquistato o ristrutturato immobili nelle valli interessate, senza generare un effettivo incremento della popolazione residente. A rafforzare i dubbi, spiegano, contribuisce anche un recente caso relativo a un finanziamento ottenuto da un componente della struttura di collaborazione dell'assessorato competente, residente da tempo nella stessa valle interessata dal contributo.
Nell'interrogazione viene evidenziato come, a fronte di uno stanziamento che con la terza finestra potrebbe superare i 36 milioni di euro, non siano ancora disponibili elementi oggettivi capaci di dimostrare quanti nuovi nuclei familiari siano stati realmente attratti nei territori coinvolti. Viene inoltre sottolineato il limitato numero di domande presentate per gli alloggi destinati alla locazione a canone moderato, aspetto che, secondo il Pd, non contribuirebbe a risolvere l'emergenza abitativa nelle aree periferiche.
Francesca Parolari e Paolo Zanella chiedono quindi alla Provincia dati comune per comune sulla provenienza dei beneficiari, strumenti di monitoraggio per valutare gli effetti dell'iniziativa e controlli sulle residenze dichiarate. Il Partito Democratico sollecita inoltre modifiche già nella prossima finestra del bando, introducendo criteri più selettivi per favorire chi trasferisce realmente nelle valli il proprio progetto di vita e le proprie attività economiche, evitando possibili effetti distorsivi sul mercato immobiliare locale.


