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TRENTO. "Cornuto e mazziato", dice il famoso detto napoletano. Un modo di dire che si addice perfettamente a due amici finiti a processo per aver spiato i rispettivi consorti diventati amanti. Dopo aver scoperto il tradimento, infatti, i due traditi si erano accordati per smascherare uno la moglie e l'altra il marito, che avevano iniziato alle loro spalle una relazione clandestina. I fatti risalgono al 2020, in pieno periodo Covid. I quattro inizialmente erano amici.
Vivevano nello stesso paese. Ad un certo punto, però, ad uno dei quattro è venuto il dubbio che la consorte lo tradisse con l'amico. Durante i mesi di isolamento tenere segrete relazioni clandestine è stato per ovvi motivi più difficile visto che tutti dovevano rimanere a casa e scuse per uscire, vedere persone, telefonare ce n'erano poche. Evidentemente qualche traccia la coppia di amanti deve averla lasciata per destare i sospetti dei rispettivi consorti i quali, per far venire a galla la verità si sono così alleati e hanno però deciso di utilizzare metodi non proprio leciti. Hanno infatti prima posizionato un gps sulla macchina e poi anche un registratore vocale.
Risultato è che ora i due devono rispondere dei reati di interferenze illecite nella vita privata, reato che prevede una sanzione che va dai sei mesi ai quattro anni di reclusione, e di molestia o disturbo alle persone. L'accusa di interferenze illecite è legata al fatto che i due hanno messo nel camper di proprietà del marito della "tradita" un registratore. Il mezzo era utilizzato dallo stesso durante il periodo di isolamento previsto per chi aveva contratto il Covid.
Peccato che l'isolamento non fosse rispettato al 100%. In seguito i due avevano anche installato sul mezzo in uso al marito della donna tradita un rilevatore di posizione gps e avevano pubblicato sul loro profilo Facebook una foto con il mezzo stesso parcheggiato nella località, fuori dal Trentino, in cui il soggetto si era recato. Il problema è che dopo essere riusciti a smascherare i relativi consorti, aver troncato le rispettive relazioni, ora i due soggetti sono stati denunciati e devono rispondere le loro azioni non proprio legittime.
Se dal punto di vista umano il comportamento tenuto dai due soggetti traditi può essere comprensibile, per la legge non lo è. Ora naturalmente sarà il giudice a valutare, sulle base delle prove raccolte e da quanto dichiarato da quelle che ora sono parti lese, se sussistono o meno i presupposti reati di cui sono accusati.


