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TRENTO. La difesa di Franco Filippi, 70 anni, arrestato lo scorso 14 luglio dopo che si era presentato fuori dalla porta della lavanderia della ex moglie e della figlia con un fucile, aveva chiesto il giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica, alla perizia balistica già depositate agli atti e ad altre tre istanze. Tutte le richieste dell'avvocata Marina March, che difende l'uomo dalle accuse di tentato omicidio, porto e detenzione abusiva di armi e resistenza a pubblico ufficiale, sono state accolte dal giudice Enrico Borrelli e - assistititi dall'avvocato Matteo Livio - nel procedimento si sono costituiti parte civile i due finanzieri in servizio al Nucleo operativo della Guardia di Finanza di Trento intervenuti sul posto e contro cui sarebbe stato sparato un colpo. Ma è proprio sulla "non intenzionalità" di colpire gli agenti che punta la difesa di Filippi per far cadere l'accusa di tentato omicidio.
Per questo l'8 luglio sarà sentito il perito balistico. Inoltre è stato depositato un filmato, acquisito dalle telecamere presenti in zona, in cui tutta la scena viene ripresa e da cui - stando alla difesa dell'uomo - si evincerebbe che il colpo sarebbe partito accidentalmente e non con la volontà di ferire e men che meno di uccidere i finanzieri. Vero che l'arma era carica, ma senza l'intervento di uno dei due agenti il colpo sarebbe rimasto in canna.Il fatto era accaduto in via Romagnosi e l'uomo era stato arrestato subito dopo il grave episodio che aveva creato un certo allarme lungo la via. Dopo il carcere, Filippi era stato posto agli arresti domiciliari dove si trova tutt'ora. Davanti al giudice, durante la convalida dell'arresto, era stato lo stesso Filippi a spiegare che «non voleva sparare» e che le sue intenzioni erano ben altre.Una visita, quella alla lavanderia della ex moglie, assolutamente inaspettata e improvvisa considerato che tra i due i contatti si erano interrotti ormai da anni. E lui, da tempo, viveva da solo nella sua abitazione. Con l'arrivo dei militari della Guardia di Finanza, giunti dalla vicina caserma per bloccarlo, la situazione non si era placata.
Gli agenti della finanza erano arrivati in via Romagnosi con l'auto di servizio blindata e l'uomo aveva intimato loro di non scendere puntando contro la canna del fucile e tenendo il dito sul grilletto. A questo atteggiamento minaccioso si erano aggiunte le grida "Te copo te copo". Nonostante questo uno dei due agenti, approfittando dell'arrivo di una pattuglia della polizia che aveva distratto il soggetto, era sceso dalla vettura e nel tentativo di disarmarlo c'era stata una collutazione nel corso della quale era partito il colpo di fucile. Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti solo grazie al fatto che uno di loro era riuscito a deviare la canna del fucile e dunque il colpo la vicenda non aveva avuto gravi conseguenze. Pochi giorni dopo i fatti i due agenti della guardia di finanza erano stati anche premiati dal sindaco di Trento per aver messo a rischio la loro vita per risolvere una situazione delicata come quella che si era venuta a creare fuori dalla lavanderia.
Che situazione che si era venuta a creare fosse delicata ed "esplosiva" questo nessuno lo mette in dubbio, ma con la perizia balistica che rivela la traiettoria del colpo, la distanza di sparo, la posizione di vittima e sparatore; il filmato delle telecamere a circuito chiuso nel quale si vedono chiaramente tutte le movimentate fasi dell'evento e con l'esito della perizia psichiatrica la difesa di Filippi punta a ridurre le responsabilità dell'imputato e soprattutto a far cadere l'accusa più pesante di tentato omicidio.


