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Un intervento al fegato, più precisamente alla cistifellea, mentre il paziente è in training ipnotico, non era mai stato tentato in Europa. Lo si è fatto ieri, con esito eccezionale presso la clinica «Solatrix» di Rovereto, dove, abbandonando i soliti sistemi di anestesia chimica, si è intrapreso un intervento di colecistectomia mentre il paziente, in questo caso una donna, era sotto ipnosi. La paziente, un’insegnante roveretana, ha accettato di sottoporsi a questo che, tutto sommato, è stato un esperimento.
Dopo aver frequentato una ventina di sedute preparatorie, la donna è tranquilla in camera sua, mentre di là, nel reparto operatorio ed in camera chirurgica, la Rai-Tv, la televisione locale e i giornalisti stanno predisponendo le attrezzature.
Questa che diamo è la cronaca, minuto per minuto, dell’avvenimento: — ore 16.05: la donna entra in rilassamento ipnotico nel quale si passa alla fase di insensibilità. Il dott. Seminara l’aiuta ad entrare in autoipnosi, uno stato intermedio tra veglia e sonno; — ore 16.35: la paziente entra in sala operatoria. Mentre viene predisposto il «campo operatorio» il dott. Seminara continua a parlare e lei a rispondere. Inizia un lungo dialogo; — ore 16.45: il chirurgo incide profondamente l’addome ed apre uno squarcio di circa 20 cm., mentre la donna e il dott. Seminara continuano a parlare.
Il prof. Ischia esclama: «È eccezionale, sbalorditivo!»; — ore 16.50: «Sento un po’ di dolore — sussurra la paziente nel momento in cui il bisturi incide il peritoneo. Poi, quasi sorridendo, dice: «Mi scusi»; — ore 16.58: «Sento dolore, sento dolore», esclama la donna. Il chirurgo si ferma, mentre l’ipnologo prosegue a calmarla. Si riprende ad operare; — ore 17.10: si accerta come la donna, pur non sentendo dolore alcuno, non abbia però il rilassamento muscolare necessario per proseguire l’operazione. C’è pericolo di lesionare il fegato. Si decide di proseguire facendo ricorso all’anestesia chimica.
Chiediamo al prof. Guantieri come si è arrivati ad usare primi in Europa, l'ipnosi in un'operazione alla colecisti. «Tutto è stato possibile perché ai corsi che io tengo a Verona hanno partecipato due anestesisti che hanno iniziato a prendere interesse alla pratica applicazione dell'ipnosi in chirurgia. Da allora si sono fatti ulteriori passi finché si è giunti ad avere un'equipe che conosce cosa si va facendo e dove si vuole arrivare. È stato anche possibile perché si è trovata la paziente disposta a provare, sottoponendosi però ad un periodo di prova che dura ormai da tre mesi, con sedute settimanali dal dott. Seminara. Con oggi la chirurgia ha fatto un notevole passo in avanti; si sono eliminate tutte quelle resistenze che la classe medica ha sempre posto contro ciò che non sia ortodosso. C'è ancora gente che ci calcola dei ciarlatani, mentre ben sappiamo ormai quanti interventi, di minore entità, quali parti cesarei o appendiciti, si sono fatti in ipnosi».


