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TRENTO. Oltre 38 milioni di euro per rafforzare i servizi socio-sanitari nel 2026, con una distribuzione puntuale delle risorse tra le diverse aree di intervento. La Giunta provinciale ha approvato le nuove Direttive, che mettono sul piatto 38.379.344,13 euro complessivi. «Non ci limitiamo a confermare i servizi esistenti, ma investiamo per potenziarli e rispondere ai nuovi bisogni», sottolinea l’assessore Mario Tonina.
La fetta principale va all’area disabilità e riabilitazione, con 22.635.184,13 euro, pari a quasi il 60% del totale. L’incremento rispetto al 2025 è di 404.184,13 euro. Le risorse serviranno ad ampliare la capacità di Nuova Casa Serena e a rafforzare i progetti di vita indipendente. Confermati anche 200.000 euro per l’inserimento lavorativo delle persone con autismo. L’obiettivo è aumentare le soluzioni abitative e sostenere percorsi di autonomia.
All’area salute mentale sono destinati 9.914.160 euro, circa il 26% del totale, con un aumento di 189.000 euro. Di questi, 44.000 euro finanziano il potenziamento delle attività nelle strutture Maso San Pietro e Maso Tre Castagni, mentre 95.000 euro sono destinati al cohousing psichiatrico. A Arco è previsto inoltre l’aumento dei posti a Villa San Pietro per pazienti sottoposti a misure di sicurezza detentive, in collegamento con i percorsi verso le Rems.
Per l’area materno infantile ed età evolutiva lo stanziamento è di 1.678.000 euro, circa il 4% del totale. Tra gli interventi, 30.000 euro per il sostegno genitoriale e nuove linee operative condivise tra Provincia e Azienda sanitaria per l’inserimento residenziale di minori e famiglie.
L’area dipendenze riceve 3.485.000 euro, con un aumento di 119.375 euro: 60.000 euro sono destinati al contrasto del gioco d’azzardo patologico e 25.375 euro a un nuovo servizio di reinserimento sociale. A queste cifre si aggiungono 667.000 euro per altre aree specifiche. Il piano tiene conto anche dell’aumento del costo del lavoro legato ai contratti delle cooperative sociali e del comparto provinciale.


