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TRENTO. Controlli sui progetti, sostegni ai minori con disabilità e costi a carico delle famiglie. Sono i tre punti al centro dell’interrogazione depositata dalla consigliera provinciale Francesca Parolari sulle recenti delibere della Giunta relative all’organizzazione dei servizi conciliativi estivi e ai contributi per centri estivi e soggiorni socio-educativi.
La consigliera condivide l’obiettivo dichiarato dall’esecutivo, cioè ampliare l’accesso alle attività estive e alle colonie per bambini e ragazzi, ma solleva dubbi sui criteri scelti. In particolare richiama l’attenzione sul raddoppio del contributo ai gestori delle iniziative per minori, salito da 4,10 a 8 euro al giorno per utente, chiedendo se sia adeguato concedere le somme sulla base di un controllo soltanto formale, rinviando le verifiche sostanziali a una fase successiva.
Secondo Parolari, una gestione meno accentrata e più vicina al territorio, ad esempio attraverso le Comunità di Valle, potrebbe consentire una valutazione preventiva più accurata dei progetti. Un passaggio che, osserva, sarebbe particolarmente importante quando si tratta di attività rivolte a minori e quindi meritevoli di controlli approfonditi già prima dell’assegnazione dei fondi pubblici.
Nell’interrogazione viene poi evidenziata la situazione dei bambini della scuola dell’infanzia con disabilità. Ai gestori, rileva la consigliera, viene negato l’accesso al contributo rafforzato da 60 euro al giorno, necessario per coprire i costi del sostegno, perché viene richiesta una certificazione che in Trentino per quella fascia d’età non è prevista.
Da qui la proposta di utilizzare i dati già disponibili presso il Servizio attività educative della Provincia. L’atto chiede infine se non sia opportuno legare l’aumento dei contributi pubblici a una riduzione concreta delle rette, così da garantire un vantaggio diretto alle famiglie.


