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TRENTO. Il Trentino sta perdendo tecnici sul territorio e ha bisogno di una risposta strutturale. Il Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Trento oggi conta 888 iscritti, contro gli oltre 1.200 di 15 anni fa, un dato che evidenzia la necessità di una filiera formativa più solida, senza la quale si rischia di lasciare scoperti servizi essenziali per cittadini e pubblica amministrazione.
La soluzione per Flavio Zanetti, presidente del Collegio è chiara: «Bisogna attivare la laurea triennale LP-01 "Tecniche per l'edilizia e il territorio" anche all'Università di Trento, già realtà in altre province del Nord Italia come Brescia e Padova. Questa percorso è suddiviso in 3 blocchi, con una parte universitaria, una laboratoriale e una in stretta collaborazione con il mondo delle professioni. Il giorno della tesi lo studente riceve anche l'abilitazione alla libera professione».
Le attuali modalità utilizzate per formare i tecnici seguono un doppio binario: o un percorso di 18 mesi di attività tecnica subordinata o un praticantato, in futuro basterà solamente la laurea LP-01 per diventare geometra.
«Con l'istituto "Fontana" di Rovereto - spiega Zanetti - è stata avviata la sperimentazione del modello 4+3 (secondo ciclo in 4 anni + laurea triennale) che permette di accorciare i tempi senza abbassare la qualità».
Agire subito è anche nell'interesse della pubblica amministrazione e dei servizi provinciali bisognosi di gente laureata che partecipi ai concorsi. La carenza dei tecnici della fascia intermedia porterà a tempi di risposta molto più lunghi e si ripercuoterà sulle tempistiche di risposta di tutto il sistema del comparto edilizio.
Zanetti aggiunge: «L'autonomia della nostra provincia potrebbe portarci a sviluppare percorsi comuni nei quali il Collegio geometri metterà a disposizione le proprie competenze per aiutare i tecnici del futuro. Possiamo costruire una LP-01 davvero trentina con lezioni a Trento e quando serve anche nelle valli, laboratori in istituti e cantieri e un calendario che consenta di studiare senza rinunciare al lavoro».
«Senza tecnici, la transizione ecologica rimane uno slogan, i bonus diventano burocrazia senza esecuzione e le famiglie non trovano professionisti vicini e affidabili - conclude Zanetti -. Formare qui i nostri giovani significa trattenere talento farlo crescere con le imprese locali e garantire continuità al sapere tecnico che ha reso il Trentino un modello».


