TRENTO. La comunicazione di Fugatti sulla revoca della vicepresidenza all'assessora di Fratelli d'Italia Francesca Gerosa ha scatenato questa mattina, 3 giugno, un acceso dibattito politico Il primo giorno della sessione di giugno del Consiglio provinciale si è trasformato in un ring politico, con al centro la controversa decisione del presidente Fugatti di revocare la vicepresidenza a Francesca Gerosa, passandola all'assessore Spinelli insieme alle deleghe allo sport.


"Ho solo applicato la legge"


Fugatti ha aperto la seduta con una comunicazione formale, limitandosi a ricordare che la legge elettorale gli conferisce la facoltà di delegare e revocare le competenze agli assessori, senza obbligo di comunicazione al Consiglio. Una spiegazione che ha fatto infuriare l'opposizione e creato imbarazzo anche nella maggioranza.


"Il Consiglio ha il diritto di capire i perché", ha tuonato Francesco Valduga di Campobase, accusando il presidente di non aver fornito alcuna motivazione sostanziale. "I trentini hanno la necessità di capire le ragioni di questa decisione. Se non ci sono motivazioni concrete, significa che ci si limita alla questione del terzo mandato."


Attacchi da ogni fronte


Filippo Degasperi di Onda non ha usato mezzi termini, definendo la comunicazione "quasi una presa in giro" e accusando Fugatti di aver "usato le sue prerogative per gli affari suoi". Ancora più duro l'attacco sui "post-fascisti" portati al governo del Trentino, con riferimento a Fratelli d'Italia.


Paola Demagri di Casa Autonomia ha sintetizzato la critica con una frase tagliente: "Prevale la logica del o con me o contro di me. Qui anziché governare si comanda."


La difesa di Gerosa


L'assessore coinvolta ha reagito con dignità ma senza nascondere l'amarezza. "Non ho mai posto i miei interessi davanti a quelli dei trentini", ha dichiarato Francesca Gerosa, rivelando di aver chiesto a Fugatti dove e quando non avesse lavorato bene, ricevendo rassicurazioni sul suo operato.


"Nonostante quella che è stata definita un'umiliazione, continuerò a lavorare con più determinazione di prima", ha aggiunto, promettendo di proseguire il suo impegno "a testa alta" con le deleghe rimaste.


I retroscena romani


Claudio Cia del gruppo Misto ha svelato retroscena esplosivi, sostenendo che "la scelta della vicepresidente non si è decisa a Trento, ma a Roma", davanti all'onorevole Donzelli di Fratelli d'Italia. Secondo Cia, i tre partiti nazionali decisero autonomamente, senza consultare Patt, Civiche e Fassa.


"La maggioranza ha toccato il fondo"


Il Pd con Manica ha parlato di "livello bassissimo" raggiunto dalla maggioranza, accusando di aver trasformato le istituzioni in "un campo di battaglia tra Lega e FdI". Particolare durezza per l'uso del Festival dell'Economia come "berlina per il Trentino".