L'assemblea del Senato ha approvato ieri sera un disegno di legge costituzionale a favore del gruppo linguistico ladino della provincia di Trento. Il testo, già approvato dalla Camera, ha subito qualche modifica in commissione. Il provvedimento — che per essere legge dovrà essere riesaminato a distanza di sei mesi da tutte e due le Camere — garantisce la presenza del rappresentante delle popolazioni ladine della provincia di Trento nel Consiglio provinciale e in quello regionale (ciò avviene già a Bolzano); stabilisce l'insegnamento della lingua ladina nelle scuole di ogni ordine e grado (sempre della provincia); concede una preferenza a quanti conoscono il ladino per l'accesso al pubblico impiego.


La situazione attuale, come il senatore Murmura, ha bene sottolineato, pone i ladini di Trento in condizione di notevole discriminazione e legittima la introduzione delle nuove disposizioni equitative secondo le quali, anzitutto, nel Consiglio regionale e nel Consiglio provinciale di Trento, sia garantita la rappresentanza delle popolazioni ladine. Si prevede poi che la lingua ladina sia usata quale strumento di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado e che nel consiglio scolastico della provincia di Trento sia garantita la rappresentanza degli insegnanti ladini.


Inoltre è stato accolto un secondo emendamento per cui “per l’insegnamento nelle scuole dei Comuni di Moena, Soraga, Mazzin, Vigo, Pozza, Campitello e Canazei, la conoscenza della lingua ladina costituisce titolo preferenziale”.


In merito all’articolo 3, su proposta del senatore Modica, è stato anche accolto l’articolo 3 bis, secondo il quale la competenza a decidere sugli atti amministrativi ritenuti lesivi del principio di parità dei cittadini di lingua ladina residenti nella provincia di Trento, spetta al tribunale regionale di giustizia amministrativa. È stata ovviamente sollecitata la costituzione del tribunale stesso di Trento, non ancora insediato.

Sull’articolo 4, riferito all’emanazione delle norme di attuazione della legge entro un anno dalla sua entrata in vigore, sentita una commissione paritetica, composta da sei membri di cui tre in rappresentanza dello Stato, uno della Regione Trentino - Alto Adige e due della Provincia autonoma di Trento, di cui uno designato previa consultazione delle organizzazioni ladine più rappresentative, sempre su proposta del senatore Murmura, dovrà essere prevista la presenza di un rappresentante eletto dai sette sindaci dei comuni della valle.


Alla Camera è stato invece approvato un provvedimento che estende il finanziamento ai partiti anche a quegli schieramenti che presentano un proprio simbolo alle elezioni regionali. Il provvedimento viene quindi a favorire la SVP.