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TRENTO. La scuola trentina si prepara a ripartire dopo le vacanze di Pasqua con le nuove misure che entrano in vigore da mercoledì 7 aprile, con materne, elementari e medie in presenza al 100% e superiori al 50%. Ma solo se il Trentino da martedì potrà tornare "zona arancione", come ci si aspetta, visto l'andamento dei contagi in calo negli ultimi giorni.
Qualora, invece, la nostra provincia venisse confermata ancora "zona rossa" a rientrare in classe al 100% in presenza, saranno solo i bambini delle scuole materne e delle elementari, come avvenuto nei tre giorni prima della pausa pasquale, ai quali si aggiungeranno gli studenti di prima media.
Per le ragazze e i ragazzi più grandi, dalla seconda media in su resterà la didattica a distanza.
Il quadro della situazione - dunque ancora incerto visto che l'attribuzione del colore si conoscerà domani - è stato comunicato giovedì dall'assessore provinciale all'Istruzione, Mirko Bisesti a tutti i dirigenti scolastici esortandoli a tenersi pronti a fronte di scenari diversi. Le novità sulla scuola sono previste dal nuovo decreto Covid approvato giovedì sera dal consiglio dei ministri (per il periodo 7-30 aprile) che consente le lezioni in presenza fino alla prima media in zona rossa, e fino alla terza media in arancione con le superiori in presenza al 50%, ma stabilisce anche uno stop al potere delle Regioni e di Trento e Bolzano, visto che i governatori non potranno cambiare questa scelta, come invece era consentito dai Dpcm precedenti.
In attesa di sapere se il Trentino potrà tornare arancione e prima di conoscere il testo licenziato dal consiglio dei ministri, giovedì pomeriggio la Provincia comunicava alle scuole che considerava ancora aperto «il dibattito a livello governativo come il confronto tra il Governo e le Regioni e Province autonome».
«Ora, se la Provincia nella giornata di venerdì 2 aprile - spiega l'assessore Bisesti - fosse collocata in zona arancione, le attività didattiche si svolgerebbero in presenza nel primo ciclo di istruzione, mentre nel secondo ciclo di istruzione e formazione l'attività sarebbe ancora in parte a distanza e in parte in presenza nelle percentuali già stabilite per il periodo dal 7 gennaio al 15 marzo, quindi al 100% per le scuole medie e al 50% per le superiori. Noi, - dichiara l'assessore - incrociando le dita, speriamo naturalmente di riuscire a diventare zona arancione».
Se così non fosse, avvertiva già nel primo pomeriggio, ovvero prima della riunione del consiglio dei ministri, «secondo le notizie ufficiose trapelate in queste ore, le attività didattiche si svolgerebbero in presenza solo per la scuola primaria e per il primo anno della scuola secondaria di primo grado».
«Mentre per il secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado - sempre Bisesti - e per il secondo ciclo di istruzione e formazione si svolgerà in modalità mista, con le stesse percentuali (ovvero il 50%)».
Uno scenario quest'ultimo che però in serata non si è concretizzato, visto che il governo prevede che in caso di zona rossa seconda e terza media e superiori restino in Dad.
Le scuole trentine, comunque, sicuramente dalle materne alle medie, da mercoledì 7 aprile (ma c'è chi rientra il 6) torneranno a vedere circolare fisicamente scolari, studenti e insegnanti e ci sono buone speranze che sia riesca anche alle superiori.
L'assessore Bisesti ricorda che gli istituti sono già preparati alla ripresa seguendo tutte le misure di sicurezza già previste prima della chiusura del 15 marzo. «Non abbiamo previsto - dichiara l'assessore- ulteriori misure». Si ritiene, infatti, che non siano necessarie precauzioni maggiori rispetto a quelle già messe in atto, anche nel caso dovessimo essere considerati ancora zona rossa. La stessa cosa vale per i trasporti pubblici. Si seguiranno le stesse regole della riapertura dopo le vacanze di Natale.


