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TRENTO. Il braccio di ferro continua. E i rapporti tra le scuole dell'infanzia e l'assessore Mirko Bisesti, sono più tesi che mai. Sullo sfondo c'è sempre il nodo dell'apertura di luglio, ma il tema non è solo quello. Perché le ragioni di critiche e insoddisfazione sono ben più profonde. L'ultima, nettissima, presa di posizione arriva tramite una lettera. A firmarla 1.235 insegnanti. Avete letto bene: milleduecentotrentacinque. In rappresentanza di 184 scuole (circa il 70% del totale) tra Provinciali, Federate, Coesi e Asif.
C'è anche la prima azione concreta di protesta: il Cub (Confederazione Unitaria di Base) ha indetto per oggi, venerdì 23 giugno, un'intera giornata di sciopero per le insegnanti delle scuole dell'infanzia. «Contro l'apertura a luglio, contro il Ddl "zerosei", contro la scuola come parcheggio estivo» si legge nel comunicato. L'appuntamento per il presidio è alle 10 in piazza Dante: nonostante il Cub non abbia numeri particolarmente alti di iscritti, visto il malumore generale, l'adesione potrebbe essere massiccia, in attesa delle annunciate azioni di protesta da parte dei sindacati più rappresentativi.
Tornando alla lettera delle maestre, i toni sono pacati ma decisi: «Assessore Bisesti, da tempo la narrazione tra noi e lei si affida allo scambio di lettere, vista la sua difficoltà o addirittura rinuncia ad incontrarci ad un tavolo per dibattere. Vorremmo dire la nostra dopo aver letto l'Adige di martedì: nell'articolo lei fa propaganda sui finanziamenti alla scuola dell'infanzia. Ricordiamo a tutti che i soldi pubblici spesi per la scuola sono normali stanziamenti per far funzionare le strutture: ci mancherebbe non venissero messi in bilancio.
Nell'articolo, fiero, Bisesti ci concede la perla dell'aggiunta dei due milioni di euro. Ma quelli servono solo per la gestione di luglio. Null'altro! Nessun valore aggiunto alla scuola. Il prossimo anno assisteremo, ancora una volta, a tutta una serie di mancanze che cadranno sulle spalle di insegnanti e bimbi e abbasseranno ulteriormente la qualità delle nostre scuole».
Le 1.235 insegnanti trentine analizzano poi la questione legata all'attrattività della loro professione: «Per rendere appetibile questo lavoro non è stato pensato nulla e quindi avremo ancora personale senza titoli che si prenderà cura di bambini in una fase della loro crescita molto delicata. Probabilmente non ci saranno risorse per assumere personale in corso d'anno e naturalmente le insegnanti supplementari faranno il "tour-scuole" per coprire le assenze del personale in servizio, modalità questa che serve solo a far risparmiare soldi, non certo a garantire continuità di figure anche in caso di assenze. Chi può, a queste condizioni, sceglie le scuole equiparate, perché per loro questa normativa non è applicabile. In PAT, quindi, i sostegni andranno alle persone senza titoli se le stesse non trovano di meglio».
Ma le critiche non si fermano a questi aspetti: le insegnanti difendono il personale ausiliario, che non c'è, ricordando che queste lavoratrici vengono decretate in base al numero degli iscritti e non alla grandezza degli spazi. Quindi, spiegano, nelle scuole di ultima generazione, che hanno spazi enormi, questi restano inutilizzati perché nessuno riesce a pulirli.
Poi il tema luglio: «Quello non si tocca: non importa se il mondo intero si è speso oltremodo per far capire a Lei che una soluzione semplicistica alla necessità di conciliazione oltre a scardinare un sistema scuola che funzionava non risponde alle criticità di tutti gli altri mesi. L'importante per voi al comando è andare avanti come caterpillar parlando alla "pancia" degli elettori. Anzi rincarate la dose e dite che è un buon antidoto al calo demografico. La sfida alla denatalità, scusi l'impertinenza, la si affronta calmierando i costi dei nidi e rendendoli accessibili a tutti e non solo a domanda.
E con politiche del lavoro. Serve puntare sulla qualità e diversificazione dei servizi conciliativi nei periodi di sospensione scolastica. In Alto Adige hanno messo in campo 500 progetti per i servizi estivi, finanziati con 17 milioni e rivolti a oltre 90 mila bambini di scuola dell'infanzia e primaria. Questo si chiama investire nei bambini e non certo quello che propinate qui in Trentino. Tenga a mente le parole di Zygmunt Bauman: "Se pensi all'anno prossimo semina granoturco. Se pensi ai prossimi 10 anni pianta un albero. Se pensi ai prossimi 100 istruisci le persone"».


