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TRENTO. Nessuna cattedra vacante alle scuole medie e superiori, mentre alle elementari restano 45 posti da coprire, con le maggiori difficoltà che riguardano il sostegno. È il quadro tracciato dall’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa, rispondendo in Consiglio provinciale a un’interrogazione della consigliera del Pd Mariachiara Franzoia.
Franzoia ha chiesto alla Giunta quante siano attualmente le cattedre ancora vacanti o non coperte nei diversi gradi di istruzione e quali siano tempi e modalità previsti per reperire i docenti mancanti. Un’attenzione particolare è stata posta sul sostegno, con la richiesta di garantire agli studenti con disabilità la continuità didattica e il pieno diritto allo studio.
Secondo i dati forniti da Gerosa, dopo le recenti assunzioni a tempo indeterminato non risultano posti vacanti né alle medie né alle superiori. Le criticità si concentrano invece alle scuole elementari: inizialmente i posti scoperti erano 49, ma quattro insegnanti sono stati assunti attraverso la chiamata unica, facendo scendere il numero a 45. Saranno i dirigenti scolastici a cercare di coprirli attraverso lo scorrimento delle graduatorie di istituto e dell’elenco Mag.
Qualora questi strumenti non fossero sufficienti, si procederà ricorrendo prima a docenti comuni e successivamente a laureati dell’area psicologica e pedagogica. Resta però il problema della carenza di personale specializzato: nei corsi universitari per insegnanti di sostegno, a fronte di 30 posti disponibili, sono arrivate appena 7 domande.
L’assessora ha spiegato che il confronto con l’Università prosegue e che la Provincia sta cercando di utilizzare tutti i canali disponibili. Tra le ipotesi allo studio c’è anche una formazione sul sostegno rivolta a tutti gli insegnanti delle elementari, con l’obiettivo di arrivare a un modello differente rispetto a quello attuale.
Nella replica, Mariachiara Franzoia ha accolto positivamente la situazione di medie e superiori, ma ha ribadito la preoccupazione per le elementari, sulle quali a suo giudizio serve un investimento importante. La consigliera ha ricordato come le professioni educative siano oggi poco attrattive, sottolineando la necessità di compiere ogni sforzo per reperire il personale necessario.


