PHOTO
TRENTO. Sindacati e opposizione in Consiglio provinciale continuano a manifestare la propria contrarietà alla scuola per l’infanzia fino a fine luglio.
Una scelta che la giunta presieduta da Maurizio Fugatti ha preso da settimane e su cui non intende tornare indietro. Una decisione, quella dell’esecutivo a trazione leghista, che da quanto spiegato dall’assessore Mirko Bisesti “piace alle famiglie” ma non convince per nulla le insegnanti.
Se Cgil e Cisl tentano ancora una mediazione con la Provincia – la Uil da giorni ha optato per una linea dura e non ha escluso uno sciopero.
Il dibattito sull’apertura prolungata sta divendendo anche il Consiglio provinciale. Se per gli esponenti della Lega è giusto andare incontro ai genitori in un anno in cui l’emergenza Covid non è ancora finita, non altrettanto così la pensano gli esponenti di minoranza.
Per Paola Demagri “è una scelta scellerata quella di prolungare di un mese e quindi anche in luglio l’apertura delle scuole dell’infanzia che dovrebbe concludersi a fine giugno”. I due mesi estivi non trascorsi a scuola, per Demagri, servono per decantare l’esperienza didattica e di apprendimento dei bambini alla materna. Il risultato del questionario somministrato dalla Giunta alle famiglie è per la consigliera “di dubbia trasparenza”.
Per Sara Ferrari (Dem) quella della giunta “non è la risposta giusta a un problema vero, che esiste. La scuola dell’infanzia infatti è scuola e non un’attività di conciliazione famiglia-lavoro per la quale esistono associazioni di servizio del Terzo Settore che nel Trentino sono un’eccellenza”. Basterebbe a suo avviso un milione di euro dedicato a questo scopo.
Secondo Ivano Job (Lega) “è giusto prevedere un servizio di conciliazione ma è anche vero che nelle valli aprire la scuola dell’infanzia in luglio sarebbe un grande aiuto per le famiglie”. In ogni caso per il consigliere di maggioranza va cercato un accordo su questo punto con le minoranze.


