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TRENTO. Il ddl sulle carenze formative nella scuola superiore trentina si ferma, almeno per il momento. L’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa ha annunciato poco fa in aula di non voler ritirare il disegno di legge 75/XVII, ma di procedere a una sua «sospensione momentanea».
La decisione arriva dopo un confronto durato oltre un’ora tra Gerosa e le minoranze, al quale ha preso parte anche l’assessore Mario Tonina, e dopo una successiva discussione interna alla maggioranza di centrodestra. Per le opposizioni, Francesco Valduga ha rivendicato il risultato delle opposizioni che chiedevano da tempo all’assessora di prendersi più tempo per affrontare i diversi aspetti della questione, coinvolgendo il mondo della scuola nel suo complesso.
Nel dibattito è intervenuto anche Filippo Degasperi, che ha auspicato l’apertura di una fase di confronto effettivo con il mondo della scuola. Lucia Coppola, invece, ha rivendicato il lavoro svolto finora dalle minoranze, definendo quello condotto in aula un «ostruzionismo di qualità» che avrebbe permesso di entrare nel merito di numerosi temi legati alla scuola.
Da parte sua Gerosa ha ricordato la disponibilità manifestata durante l’esame del provvedimento, sia sugli ordini del giorno sia rispetto a possibili interventi sul testo. Secondo l’assessora, tuttavia, le minoranze hanno scelto di non modificare la propria posizione. Ora la sospensione apre una nuova fase di confronto sul futuro del ddl.


