TRENTO. Nessun passo avanti significativo nel confronto tra i sindacati della scuola e l’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa. È il giudizio della Flc Cgil del Trentino sull’incontro di oggi pomeriggio, 22 ottobre, definito deludente dal segretario generale Raffaele Meo. «Non possiamo certamente ritenerci soddisfatti», afferma il sindacalista, che torna a chiedere un piano straordinario per la scuola trentina capace di dare risposte a docenti, personale Ata, assistenti educatori, insegnanti dell’infanzia e personale della formazione professionale.

Al centro delle richieste ci sono risorse aggiuntive per stipendi e condizioni di lavoro. Secondo Meo, non basta adeguare le retribuzioni all’inflazione: occorre recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni. Sul piano normativo, il sindacato sollecita interventi sugli orari, sulla riduzione della burocrazia, sulla conciliazione tra vita e lavoro e sul diritto alla disconnessione. Questioni che, sottolinea la Flc, non possono essere affrontate senza nuovi investimenti.

Un altro nodo riguarda gli organici e il numero di studenti per classe. Per la Cgil, il calo demografico potrebbe diventare un’occasione per ridurre il numero degli alunni, migliorare la qualità dell’insegnamento e mantenere i livelli occupazionali. Il sindacato contesta inoltre la scelta di limitare l’incontro ai soli docenti e chiede un nuovo confronto urgente esteso a tutte le figure professionali della scuola.

Resta infine aperta la questione della protesta e della sospensione delle attività extrascolastiche. L’assessora Gerosa, secondo quanto riferito dalla Flc, ha nuovamente invitato ad abbassare i toni e a riconsiderare le forme di mobilitazione. «Per quanto ci riguarda i toni sono stati sempre sereni e nel rispetto dei ruoli», replica Meo, rivendicando il valore della discussione che si è aperta all’interno delle scuole trentine.