TRENTO. Mancano poco più di quattro mesi alla fine della scuola e la Giunta, sul progetto delle scuole aperte in estate, «pare che abbia fatto poco, molto poco». Questa la denuncia delle consigliere provinciali Lucia Maestri (Partito Democratico) e Paola Demagri (Movimento Casa Autonomia) che, con un'interrogazione ad hoc, chiedono ragione sullo stato del programma maturato da Piazza Dante. Ma andiamo con ordine.

Ad ottobre dello scorso anno il vicepresidente e assessore alla famiglia Achille Spinelli aveva annunciato l'introduzione nella manovra finanziaria delle attività estive nelle scuole trentine. Un progetto ambizioso che avrebbe permesso in via sperimentale ai ragazzi dai 6 ai 14 anni (elementari e medie) di usufruire di attività di socialità, sport, educazione civica e sani stili di vita, in un periodo compreso tra luglio e agosto. La progettualità, su cui a dicembre è stata prevista una copertura finanziaria pari a 7,8 milioni di euro per annualità fino al 2028, prevedeva di coinvolgere il privato per l'attivazione di attività presso gli edifici scolastici, e non solo allo scopo, come spiegato da Spinelli di garantire iniziative «sicure e costruttive per i nostri giovani».

Tutto deciso tanto da sembrar cosa fatta se non fosse che, a pochi mesi dalla fine della scuola, ancora nulla si è bloccato. Ed è stata in primis la stessa maggioranza con Eleonora Angeli (Noi Trentino per Fugatti Presidente) a chiedere in aula spiegazioni alla Giunta, considerando che «molte famiglie stanno già iscrivendo i propri figli a proposte estive private e associative» e che molte associazioni, incluse quelle che operano con bambini e ragazzi con disabilità, segnalano «difficoltà di programmazione e a causa dell'assenza di indicazioni provinciali». E in quel frangente la risposta di Spinelli a inizio febbraio è apparsa quanto meno sibillina, sottolineando, dopo una breve ripresa dei principi della progettualità, come si stesse «lavorando ad un avviso pubblico attraverso cui le realtà interessate potranno aderire».

Una spiegazione tanto ermetica da far indispettire la stessa Angeli che dopo essersi detta «insoddisfatta» della risposta chiedeva attenzione sul tema ribadendo ancora come «già metà delle famiglie sta iscrivendo i propri figli ad altre attività». Nel frattempo, data l'assenza di un'azione concreta, si sono mosse quindi anche Maestri e Demagri che ieri hanno depositato un'interrogazione sottolineando come la Giunta «abbia fatto poco, molto poco» per realizzare l'idea.

«Un po' tutto si è bloccato - sottolineano infatti amaramente le consigliere -. Le associazioni che negli scorsi anni potevano organizzare attività estive all'interno delle scuole sono ferme, non potendo sapere se gli istituti scolastici saranno disponibili o meno; le famiglie che devono pianificare le attività estive dei figli non possono sapere quali offerte "provinciali" saranno disponibili, chi può si organizza diversamente, caricando completamente sul bilancio familiare l'organizzazione del periodo estivo extrascolastico dei figli, chi non può... aspetta e spera». Intanto Spinelli a margine promette: «Entro la settimana arriveremo all'approvazione degli strumenti necessari e subito dopo usciremo con gli avvisi necessari. Nei tempi che ci eravamo dati con la partenza dell'idea dell'iniziativa nel dicembre scorso».