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TRENTO. È sempre più emergenza docenti. Coprire le cattedre che si rendono disponibili per malattie, maternità e altre assenze è sempre più complicato per ogni istituto della scuola trentina. Se il problema cattedre si manifesta ogni anno a settembre (quest'anno i posti su scuola comune da assegnare prima - e spesso anche dopo - la prima campanella erano 800 e quelle per il sostegno erano altri 250), sempre più spesso l'affanno di dirigenze e segreterie è sempre più pressante anche ad anno in corso.
Spesso, infatti, trovare il modo di far fronte anche a semplici assenze per malattia determina gravi difficoltà per l'assenza di personale, senza contare che sempre più di frequente si manifestano casi di assegnatari di supplenze annuali che lasciano il posto a fronte di altre offerte più stabili o economicamente vantaggiose.
Il reclutamento del personale scolastico sta dunque diventando un tema sempre più centrale al pari di quello della difficoltà di reperire personale medico e sanitario e non è probabilmente un caso che due pilastri della quotidianità di ognuno - salute e istruzione - scontino gravi carenze a fronte della scarsità di investimenti e di alternative che perdura da decenni.
La Provincia sta cercando di fare qualcosa quantomeno per non apparire inerme e giusto da un mese si sono chiusi i termini per presentare le domande per il concorso straordinario per l'accesso (con contratto a tempo indeterminato), ai posti comuni, di lingua straniera, di sostegno e di didattica differenziata Montessori nella scuola primaria e ai posti di sostegno nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia ma i numeri delle candidature sono deficitari rispetto al bisogno: 261 domande per la primaria (149 per la scuola comune, 26 per il sostegno, 8 per il Montessori, 55 per l'inglese, 23 per il tedesco mi), 34 per il sostegno nella scuola secondaria di primo grado e 30 per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.
Numeri insufficienti tanto che il 3 dicembre era stato presentato un ulteriore bando presso l'Università per cercare di reperire altre 210 figure per il sostegno (110 per la primaria, 50 per la secondaria di primo grado, 50 per la secondaria di secondo grado): in questo caso il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 5 gennaio e il numero di domande pervenute non è ancora stato reso noto.
«Il reclutamento - commenta in proposito la dirigente dell'istituto comprensivo Trento 5 Paola Pasqualin - è l'unico tema in questo momento che fa davvero la differenza per la qualità della scuola. Abbiamo bisogno di persone motivate e formate e per chi è in corsa é necessario avere strumenti di lavoro che non si sono certo acquisiti con la carriera universitaria o i corsi abilitanti che sappiamo essere molto diversi da territorio a territorio e molto spesso semplicemente acquistabili pagando profumatamente e seguendoli online senza davvero offrire i contenuti necessari ai nuovi docenti. Abbiamo cattedre che da anni vengono occupate da personale senza titolo soprattutto nei ruoli di maestre, insegnanti di sostegno e insegnanti di lingue straniere».
Quantità, ma anche qualità, spiega Pasqualin, convinta che i concorsi non siano la panacea dei mali della scuola: «Non risolviamo il problema solo con i concorsi sui quali potremmo a lungo discutere se davvero selezionano il top della professione, ma questi addirittura nemmeno hanno un numero di partecipanti necessario al fabbisogno. Oggi, ma direi già dall'inizio dell'anno scolastico, qualsiasi sostituzione fatta alla primaria ci richiede un'estenuante ricerca di persone "senza titolo" ma che almeno valutiamo avere la volontà e la motivazione di mettersi in gioco, rimboccarsi le maniche e "studiare" come necessario. Abbiamo persone che da più anni pur non avendo il titolo ci consentono di portare avanti con efficacia l'attività scolastica, ci permettono di garantire un servizio essenziale. Spesso sono psicologi, educatori o con titoli affini. È possibile pensare che per queste persone oggi indispensabili al sistema, la Provincia autonoma riesca a trovare soluzioni sostenibili, puntando all'attivazione di percorsi formativi per inserirli in modo stabile grazie alla speciale autonomia di cui godiamo? Sarebbe auspicabile dare spazio a profili professionali diversi per avere flessibilità e continuità soprattutto per promuovere una scuola di qualità fin dal primo giorno di scuola. Alla primaria oggi qualsiasi supplenza , da quella di un giorno a quella fino a giugno, ci obbliga a reclutare oltre le graduatorie e oltre le messe a disposizione, entrambe esaurite».
Dai dirigenti arriva un vero e proprio grido d'allarme: «Spesso le chat dei dirigenti annunciano aaa cercasi... e quel cercasi necessità di professionalità e accompagnamento che una scuola non sempre riesce a dare perché impegnata in ciò che deve fare: insegnare! Compito arduo complesso che richiede già di per sé tutte le energie che abbiamo a disposizione. Non possiamo diventare agenzie di reclutamento e non possiamo mettere in classe il primo che passa per strada. Credo che su questo servano davvero subito gli Stati Generali e subito vadano trovati percorsi possibili che possono anche portare innovazione».


