TRENTO. Via libera unanime della Quinta Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento al nuovo Piano per la scuola digitale e al Regolamento per l’inclusione scolastica, il benessere e il successo formativo. Due provvedimenti destinati a incidere sull’organizzazione della scuola trentina nei prossimi anni, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alla formazione degli insegnanti e alla personalizzazione dei percorsi educativi.

La seduta, presieduta da Christian Girardi della Civica, si è svolta a Palazzo Trentini alla presenza dell’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa. Entrambi i documenti hanno ottenuto il parere favorevole di tutti i componenti della Commissione, al termine di un confronto che ha fatto emergere anche interrogativi sulle risorse disponibili e sui rischi legati all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Il Piano provinciale per la scuola digitale, illustrato dal sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza, aggiorna il precedente documento del 2017 e definisce gli indirizzi dell’innovazione scolastica fino al 2032. Tra le priorità figurano l’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, lo sviluppo del pensiero critico, il benessere digitale, l’inclusione e la protezione dei dati personali.

Una delle questioni principali ha riguardato i finanziamenti necessari per attuare il programma. Eleonora Angeli ha chiesto chiarimenti sui costi complessivi e sulla possibilità di realizzare gli interventi senza risorse strutturali aggiuntive, sollevando anche il problema del personale e delle eventuali ore di lavoro supplementari per i docenti.

Rizza ha spiegato che il Piano, articolato in tre bienni, non prevede l’introduzione di nuove figure professionali né ore aggiuntive, ma punta a valorizzare le competenze e le risorse già presenti nelle scuole. Il sovrintendente ha ricordato che almeno 60 delle 63 istituzioni scolastiche che hanno risposto al questionario hanno già sviluppato percorsi formativi, anche attraverso i finanziamenti del PNRR.

La consigliera Lucia Maestri del Partito Democratico, condividendo alcune osservazioni di Michele Malfer di Campobase, ha riconosciuto il valore strategico del documento, chiedendo però un coordinamento provinciale più incisivo nella formazione degli insegnanti, per evitare differenze tra gli istituti più strutturati e quelli periferici.

Particolare attenzione è stata dedicata ai rischi dell’intelligenza artificiale, soprattutto alla possibilità che gli studenti finiscano per delegare alla tecnologia attività fondamentali per lo sviluppo delle capacità di ragionamento. Una preoccupazione condivisa anche dal presidente Girardi, che ha richiamato la crescente capacità dei sistemi di IA di produrre elaborati complessi.

Il sovrintendente Rizza ha assicurato che il Piano riconosce il rischio della cosiddetta delega cognitiva e intende affrontarlo rafforzando il ruolo educativo degli insegnanti. La formazione sarà organizzata su tre livelli: base per tutti i docenti, avanzato per le sperimentazioni e specialistico per le figure di coordinamento.

Perplessità sono state espresse anche da Filippo Degasperi di Onda, che ha messo in guardia da un’eccessiva centralità degli strumenti digitali e dal rischio di aumentare gli adempimenti burocratici. Rizza ha chiarito che le schede operative previste saranno facoltative e non comporteranno nuovi obblighi per le scuole.

Il secondo provvedimento esaminato riguarda invece il nuovo Regolamento per l’inclusione scolastica, illustrato dalla dirigente Sara Turrini. La principale novità consiste nel superamento della classificazione degli studenti in categorie rigide, privilegiando percorsi educativi personalizzati sulla base delle esigenze individuali.

A partire dall’anno scolastico 2027-2028 sarà introdotto un modello documentale unico e flessibile, mantenendo le tutele specifiche previste per gli alunni con disabilità. Il regolamento punta inoltre a rafforzare il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti, prevedendo verifiche annuali dei percorsi e procedure più semplici per l’accreditamento dei servizi.

Durante il confronto, Degasperi ha espresso apprezzamento per l’attenzione al pluralismo linguistico e culturale, chiedendo chiarimenti sul ruolo dei referenti scolastici. Turrini ha precisato che la figura del docente referente resterà prevista, mentre il coordinamento delle attività potrà coinvolgere anche educatori e psicologi scolastici, in base alle necessità dei singoli istituti.

Il doppio parere favorevole unanime della Quinta Commissione conclude così l’esame dei due provvedimenti in questa sede, delineando le linee di sviluppo della scuola trentina tra innovazione tecnologica, tutela del ruolo degli insegnanti e maggiore attenzione ai bisogni educativi degli studenti.