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TRENTO. Nessuna svolta nella vertenza della sanità trentina. L’incontro di oggi, lunedì 19 ottobre, tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, i vertici di Asuit e le organizzazioni sindacali si è concluso senza le risposte attese dai rappresentanti dei lavoratori, che confermano lo stato di agitazione. «Gli incontri interlocutori non bastano più», denunciano le sigle, deluse dall’esito del confronto. Al vertice era presente il direttore generale Antonio Ferro, mentre i sindacati sottolineano l’assenza dell’assessore alla salute Mario Tonina.
La Provincia ha annunciato il rafforzamento del monitoraggio dei blocchi informatici, più personale tecnico negli ospedali e un tavolo di confronto con i sindacati. Misure che, secondo le organizzazioni, non rispondono alle priorità indicate il primo settembre: carenza di personale, carichi di lavoro e rischio clinico. Le sigle chiedono un cambio di passo nella gestione della sanità e un protocollo scritto con impegni verificabili e scadenze certe. Fugatti si è riservato di valutare la proposta.
Sul fronte della sicurezza, il presidente ha annunciato l’estensione alle ore notturne del presidio di polizia al Santa Chiara di Trento, dopo il confronto con la Questura. Le segnalazioni di aggressione risultano diminuite del 38%, passando da 173 a 106 nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. I sindacati considerano positivo il rafforzamento della vigilanza, ma chiedono presidi anche nelle strutture periferiche e giudicano parziali le risposte sul rischio clinico.
La mobilitazione prosegue. Il comunicato sindacale è sottoscritto da Mjriam Sanò, Alberto Bellini, Sonia Brugnara, Beppe Pallanch, Paolo Panebianco, Fabio Lavagnino e Giuseppe Varagone. Le organizzazioni valuteranno nuove iniziative di protesta, chiedendo alla Provincia interventi concreti e tempi definiti. Resta dunque aperta la distanza tra gli impegni illustrati da Fugatti e le richieste dei lavoratori sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni negli ospedali.


