La Provincia, ora, deve «tirare la cinghia»: le previsioni di spesa nel settore sanitario per il prossimo quinquennio risultano essere superiori alle reali possibilità. L’imperativo categorico è quello di risparmiare quaranta miliardi, tondi tondi. E, tanto per iniziare, quest’anno bisogna spendere sei miliardi e settecento milioni in meno.


L’impresa è chiaramente difficile, vuoi perché limitare gli stanziamenti finanziari destinati alla salute del cittadino rappresenta un compito di per sé arduo, vuoi perché la struttura sanitaria è talmente complessa ed articolata che ogni intervento dev’essere a lungo ponderato. Proprio per tale ragione, l’assessore provinciale alla sanità, dott. Sergio Matuella, ha proposto alla Giunta di affidare ad una società specializzata l’incarico di studiare in quale modo è possibile cancellare quasi sette miliardi dal capitolo delle spese sanitarie. La richiesta è stata accettata con una delibera che affida una consulenza alla Sago sulle spese ospedaliere, una società fiorentina specializzata in ricerche del genere. L’incarico costerà all’ente pubblico dodici milioni.


Il problema è nato con la riforma sanitaria. Come ha sottolineato anche Matuella nella sua relazione alla Giunta, una certa preoccupazione esistente per la dimensione della spesa relativa alla sanità ha fatto sì che il piano sanitario nazionale prevedesse un aumento della produttività degli stanziamenti. Conseguentemente il fondo sanitario nazionale, determinato tenendo presente la necessità di contenere la spesa pubblica, è stato suddiviso fra le varie regioni in rapporto direttamente proporzionale alla popolazione. In seguito a tali decisioni, le risorse della Provincia per la spesa sanitaria sono state limitate annualmente di un sesto. Tradotto in cifre ciò vuol dire che è necessario risparmiare sei miliardi e settecento milioni durante l’anno in corso e, nel quinquennio, complessivamente quaranta miliardi.


Calcolando che circa il cinquanta per cento della spesa sanitaria è destinata alla struttura ospedaliera, l’assessore Matuella è orientato a imporre parte consistente delle economie necessarie proprio a questo settore. In base a queste direttive la Sago dovrà operare: la consulenza, infatti, investe esclusivamente la spesa ospedaliera.


La Sago (Sistema automatico governo e organizzazione sanitaria) è una società che ha per statuto la funzione di svolgere «per conto proprio o di terzi attività di ricerca relative all’acquisizione di nuove tecnologie per l’applicazione dell’automazione nell’assistenza sanitaria» e più in generale al migliore impiego delle strutture esistenti. La Sago, tra l’altro, ha già predisposto un proprio piano triennale di ricerca sul problema che attualmente interessa la Giunta provinciale.


La società avrà un mese di tempo, dalla data di stipulazione della convenzione, per terminare la ricerca commissionata dalla Provincia. La risposta, comunque, non potrà essere presentata oltre il 30 giugno. I tecnici della Sago saranno affiancati nel loro lavoro da un gruppo di esperti trentini nominati dalla Giunta: si tratta di funzionari provinciali e dirigenti di strutture ospedaliere.