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TRENTO. Si chiude con una fumata nera l’incontro tra i sindacati della sanità, il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore alla Salute Mario Tonina. Le organizzazioni dei lavoratori parlano di un «tavolo senza risposte» e annunciano la ripresa delle azioni di protesta, che saranno illustrate nei prossimi giorni. Al confronto, richiesto dopo settimane di attesa, hanno partecipato Anaao Assomed, Fp Cgil, Cimo-Fesmed, Cisl Fp, Fenalt, Nursing Up e Uil Fp.
Secondo le sigle, alle richieste avanzate non sarebbero seguite proposte concrete per affrontare le criticità della sanità trentina. Tra i temi principali sono tornati i blocchi dei sistemi informatici, già al centro nelle scorse settimane delle proteste del personale. I sindacati chiedono che i fermi vengano considerati come un rischio clinico e non come un semplice problema tecnico, con procedure precise e conosciute in ogni unità operativa per garantire la continuità delle cure.
Altro punto centrale è la governance di Asuit. Le organizzazioni contestano l'assenza, a loro giudizio, di una regia provinciale sulle scelte strategiche dell'Azienda sanitaria e sostengono che Piazza Dante intervenga soltanto quando le criticità sono già esplose. Nessuna decisione, denunciano inoltre, sarebbe arrivata sulla reinternalizzazione dei servizi, nonostante gli impegni assunti in passato. Sul fronte delle aggressioni al personale, dal tavolo sarebbero invece arrivate soltanto rassicurazioni giudicate generiche.
Il giudizio conclusivo è durissimo: per i sindacati il confronto è stato «inconsistente, nei fatti» e dietro «una cordialità di facciata» non ci sarebbe stata sostanza. Le sigle affermano inoltre di avere avuto la sensazione che Fugatti non abbia ancora colto pienamente la portata dei disagi sul territorio. Da qui la decisione di riaprire la mobilitazione: «Le azioni di lotta riprendono e verranno annunciate nei prossimi giorni». Il comunicato si chiude parafrasando Tito Livio: «Mentre in giunta si discute del destino della governance, la sanità trentina arretra gravemente e affonda nelle difficoltà».


