TRENTO. Sono 423 le cessazioni di personale sanitario registrate dall’Azienda sanitaria trentina tra il 2024 e il primo semestre del 2026. Il dato è stato fornito dall’assessore alla salute Mario Tonina rispondendo in Consiglio provinciale a un’interrogazione di Paolo Zanella, del Pd, che chiedeva quanti professionisti avessero lasciato l’Azienda e dove fossero andati a lavorare.

Nel dettaglio, le cessazioni sono state 175 nel 2024, 165 nel 2025 e 83 nei primi sei mesi del 2026. I numeri comprendono rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato e le diverse aree professionali. Per i soli dirigenti medici, le uscite sono state 54 nel 2024, 47 nel 2025 e 29 nel primo semestre del 2026: un dato, quest’ultimo, sul quale Zanella ha richiamato l’attenzione.

Non sempre, però, è possibile sapere dove vadano a lavorare i sanitari che lasciano l’Azienda. Tonina ha spiegato che la destinazione è conosciuta soltanto nei casi di mobilità interregionale, perché in queste situazioni avviene uno scambio formale di informazioni tra le aziende sanitarie. In caso di dimissioni volontarie, invece, il dipendente non è obbligato a indicare né le ragioni dell’addio né la successiva destinazione professionale.

Zanella ha chiesto quindi di approfondire il fenomeno, monitorando per quanto possibile anche le ragioni che spingono medici e altri professionisti a lasciare il sistema sanitario provinciale. Per il consigliere è necessario comprendere quanto incidano organizzazione e clima di lavoro, soprattutto alla luce delle 29 cessazioni di dirigenti medici registrate in appena sei mesi, rispetto alle 47 dell’intero 2025.