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TRENTO. Più assistenza sul territorio e una maggiore integrazione tra sanità e servizi sociali. È l’obiettivo del disegno di legge dell’assessore Mario Tonina, approdato in Quarta Commissione. La riforma prevede un Servizio distrettuale provinciale e la trasformazione degli attuali distretti in distretti socio-sanitari. «Questo disegno di legge non cancella le competenze sociali dei Comuni e delle Comunità, ma va anzi a integrarle», ha assicurato Tonina, parlando della necessità di un «cambio di paradigma» nella nuova Asuit.
Ma sul nuovo assetto il confronto politico è già acceso. Paolo Zanella (Pd) ha chiesto che prima della riforma venga presentata una fotografia dello stato di salute della popolazione e del sistema sanitario trentino: «Ho l’impressione che la montagna abbia partorito il topolino». La collega Francesca Parolari teme invece un modello «eccessivamente centrato sulla sanità», con il rischio di un accentramento che penalizzi il sociale e lasci poco chiaro il ruolo delle assistenti sociali delle Comunità di valle.
Anche Francesco Valduga (Campobase) ha chiesto un percorso di audizioni ampio e un maggiore coinvolgimento di Comuni, Comunità, Terzo settore e Rsa. Eleonora Angeli (Misto) ha posto l’accento sulle professionalità che dovranno guidare il nuovo sistema: «Attenzione alle skills, alle competenze e alle conoscenze», ha detto, chiedendo persone realmente preparate a gestire l’integrazione socio-sanitaria. Daniele Biada (FdI) ha invece riferito di aver raccolto insoddisfazione tra gli operatori, auspicando miglioramenti al testo durante l’iter.
La Commissione ha discusso anche le petizioni sulla nuova Rsa della Vallarsa e sullo spostamento della farmacia di Civezzano. Nel primo caso il confronto si è concentrato sulla necessità di mantenere gli anziani vicini alle loro comunità senza bloccare una struttura ritenuta necessaria. A Civezzano è invece emerso un orientamento politico favorevole a mantenere la farmacia nel centro abitato: ad Asuit saranno chiesti rapidamente ulteriori dati tecnici.


