TRENTO. Più spazio alle Rsa, attenzione alle risorse economiche e maggiore coinvolgimento dei lavoratori. Sono alcuni dei temi emersi nelle audizioni sulla riforma sociosanitaria del Trentino, proseguite oggi, 20 ottobre, davanti alla Quarta Commissione del Consiglio provinciale, presieduta da Maria Bosin. Al centro del confronto il disegno di legge dell'assessore Mario Tonina, dedicato alla riorganizzazione dell'assistenza territoriale e all'integrazione tra servizi sanitari e sociali.

Per Upipa e Spes, la presidente Michela Chiogna e il presidente Italo Monfredini hanno sottolineato l'importanza di riconoscere esplicitamente le strutture residenziali nella nuova rete territoriale. Tra le proposte, un progetto assistenziale unico per accompagnare le persone dal domicilio alle strutture e viceversa, una maggiore condivisione delle informazioni e un coordinamento più chiaro tra Azienda sanitaria, Distretti e Comunità di valle. Richiamata anche la necessità di mantenere servizi vicini ai cittadini, soprattutto nelle zone periferiche.

Sul fronte sindacale, Andrea Grosselli della Cgil e Giuseppe Pallanch della Cisl hanno condiviso gli obiettivi generali della riforma, chiedendo però maggiore attenzione alle condizioni necessarie per realizzarla. Tra le questioni sollevate figurano la carenza di personale, il rinnovo dei contratti, l'attrattività delle professioni assistenziali e il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte organizzative. I sindacati hanno inoltre evidenziato la necessità di investimenti adeguati alla crescita dei bisogni, esprimendo perplessità sulla clausola di invarianza finanziaria. 

Anche la Uil del Trentino interviene sulla riforma dell’assistenza territoriale e dell’integrazione socio-sanitaria, chiedendo alla Provincia risorse economiche, personale e garanzie per i lavoratori. Il sindacato condivide gli obiettivi del disegno di legge, ma avverte che la riorganizzazione non può avvenire a costo zero, aumentando i carichi di lavoro degli operatori o trasferendo nuove responsabilità alle famiglie.

Tra le richieste figurano investimenti adeguati, rispetto dei contratti, valorizzazione delle Apsp e maggiore attenzione alle esigenze delle valli trentine. La Uil sollecita inoltre procedure chiare per l’accesso ai servizi, continuità dell’assistenza e formazione del personale durante l’orario di lavoro.

Proposta anche l’istituzione di un tavolo provinciale con i sindacati per monitorare organici, qualità delle prestazioni e tempi di presa in carico. «Senza personale e risorse – avverte la Uil – il rischio è costruire un sistema più complesso sulla carta, ma non più efficace nella realtà».

Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Paolo Zanella e Francesco Valduga, soffermandosi sulla distribuzione delle competenze e sulle responsabilità politiche nelle scelte di bilancio. In conclusione, la presidente Maria Bosin ha chiarito che la clausola di invarianza finanziaria non impedisce futuri stanziamenti: eventuali nuove risorse potranno essere individuate durante l'attuazione della riforma. Il confronto proseguirà quindi sui meccanismi organizzativi e sugli strumenti necessari a garantire la continuità dell'assistenza.