MILANO. Matteo Salvini resta alla guida della Lega. Il vicepremier è stato riconfermato segretario federale al congresso straordinario del Carroccio all’Allianz MiCo di Milano con 465 voti, pari al 76% dei 611 votanti, contro i 146 voti raccolti dallo sfidante Massimo Garavaglia, che si è fermato al 24%. Per Salvini si tratta del quarto mandato: resterà in carica per quattro anni, fino al 2030.

Alla proclamazione, arrivata dopo il voto a scrutinio segreto, i delegati hanno accolto il segretario con un boato. Sul palco è seguito l’abbraccio con Garavaglia, che Salvini ha ringraziato per essersi candidato. «Oggi comincia un nuovo percorso», ha detto il leader leghista, che ora chiede agli alleati di governo rispetto per le posizioni della Lega.

La prima tra queste riguarda l’Ucraina. Prima del voto, Salvini aveva legato la propria riconferma alla linea su Kiev: «Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina». Una presa di posizione destinata a pesare sugli equilibri del governo e a coinvolgere politicamente anche la Lega trentina, guidata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

Il segretario ha inoltre proposto un nuovo simbolo, senza il suo nome, con la scritta Lega, l’Alberto da Giussano e il riferimento all’Italia federale. E ha fatto autocritica sulla partecipazione al governo Draghi insieme al Partito democratico: «Mi pento per la scelta e me ne assumo pienamente la responsabilità. Mai più, mai più, mai più».

Il risultato di Garavaglia, sostenuto dal fronte nordista, supera però la soglia del 20% che alla vigilia veniva considerata significativa. Un segnale che riguarda anche il radicamento territoriale del Carroccio, tema particolarmente sentito in Trentino, dove Fugatti è uno dei principali esponenti leghisti alla guida di un’amministrazione provinciale. Nel suo intervento Giancarlo Giorgetti aveva richiamato la necessità di valorizzare chi ottiene consenso sui territori, mentre Garavaglia aveva insistito sull’esigenza di invertire la tendenza elettorale: «Dobbiamo svegliarci». Durante la standing ovation per Salvini, Giorgetti, il governatore lombardo Attilio Fontana e Luca Zaia sono rimasti seduti.

Il congresso ha infine dato il via libera per acclamazione a una modifica dello statuto che istituisce una segreteria politica.