TRENTO. Sono 11.828 i trentini con disturbi mentali, che vanno dalla depressione all'alcolismo, dalla schizofrenia alla demenza. E si tratta di un dato drammaticamente in crescita: solo quattro anni fa i pazienti erano meno di 8mila. I dati sono del 2024 ed emergono grazie al Rapporto salute mentale del Ministero. La salute mentale è uno dei temi centrali per la sanità negli ultimi anni, indicativamente dal post Covid. E i numeri lo confermano, visto che nel 2019 (pre pandemia) in Trentino gli utenti trattati erano circa 8 mila: poi la crescita, con un piuttosto clamoroso +49% tra il 2020 e il 2024.

Di fronte alla domanda che aumenta, i risultati sono tra luci e ombre: da una parte l'investimento c'è (la spesa media pro capite in Trentino è di 104 euro contro i 75 italiani) e la capacità di intercettare i bisogni anche (in cura in provincia ci sono 255,9 utenti ogni 10.000 abitanti, ben sopra la media italiana di 171,9), ma dall'altra ci sono varie criticità organizzative, a partire dai numeri sulle riammissioni - quindi persone non "curate a sufficienza" e costrette a tornare - e sui nuovi utenti - che sono molto meno rispetto alla media nazionale, forse a causa di difficoltà di accesso o ritardi nella presa in carico -. E anche i numeri sulle prestazioni territoriali e domiciliari (il famoso curarsi vicino a casa o in casa) sono molto più bassi rispetto ai dati italiani: 6,7 per utente contro 13,6 nazionali e il 7,9% di prestazioni a domicilio contro l'8,3% nazionale. Ma il punto centrale è che la domanda continua a crescere e questo crea ovvi problemi nella gestione.

Tornando ai numeri, il report fornisce una fotografia molto precisa della situazione, anche se aggiornata al 2024. Come detto gli utenti trattati sono quasi 12mila, con una prevalenza di donne (6.716, il 57%). Nelle fasce d'età considerate, ovvero i maggiorenni, la maggior parte dei casi si verifica tra i 55 e i 64 anni sia tra gli uomini sia tra le donne.

Al secondo posto la fascia immediatamente precedente, ovvero 45-54 anni, ma anche tra i giovani (18-24 anni) i casi sono parecchi, circa un migliaio. Alcolismo e tossicodipendenze hanno un tasso ogni 10mila abitanti di 5,6 in Trentino (3,3 in Italia), mentre le demenze arrivano a 11,9 (più del doppio rispetto al dato nazionale). Ma a preoccupare è soprattutto la depressione (370mila confezioni di antidepressivi vendute, erano 340mila due anni fa): nella nostra provincia si arriva a un tasso del 48,5 (addirittura 57,3 a Bolzano) rispetto al 37 italiano.

Molto alto, infine, anche il tasso di "Mania e disturbi affettivi bipolari" e della schizofrenia. I nuovi utenti che nel 2024 sono entrati nel circuito delle cure mentali sono stati 1.581, la maggior parte con sintomi depressivi. La risposta della sanità trentina c'è stata, con 47.434 prestazioni, garantite da una squadra numerosa, formata da 486 professionisti che operano nel dipartimento Salute mentale. Ancora: sono in calo i TSO, ovvero i Trattamenti Sanitari Obbligatori, che nel 2024 sono stati 33 (solo 6 in Alto Adige), 46 nel 2023 e 38 nel 2022. Il record è del 2018, con 80 TSO. Interessanti sono anche i dati su dimissioni e riammissioni non programmate: in Trentino le dimissioni sono state 905, ma quasi il 20% degli utenti (179 persone) è stato riammesso nei reparti di Psichiatria entro 30 giorni. Ed entro 7 giorni sono stati in 101 (11,2%): in entrambi i casi le percentuali nazionali sono più basse, ovvero 14% entro 30 giorni e 8% entro 7.

Ancora, gli accessi in Pronto soccorso per disturbi psichiatrici sono stati 3.714. Un ultimo numero: gli utenti con diagnosi psichiatriche gravi che hanno abbandonato il trattamento sono stati 332.Interessante è il confronto con l'Alto Adige: a Bolzano i numeri sono più alti (14.555 utenti, di cui 8.115 donne), ma anche la presa in carico è maggiore. A colpire è la differenza di prestazioni erogate in strutture territoriali: se in Trentino, come detto, sono state poco meno di 48mila, in Alto Adige sono state oltre 170mila. Più del triplo. Con una media per utente di 14,2 (media nazionale 13,6), più che doppia rispetto al Trentino, che si ferma a 6,7.