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LONA-LASES. Ci risiamo. Quest'estate, i dintorni del lago di Lases e del biotopo sono tornati a essere la meta preferita di chi proprio non vuol saperne di smaltire i rifiuti in modo lecito.Ma l'aria - rispetto ad anni in cui la distrazione sul territorio comunale era forte - è cambiata e per i "furbetti", che alla fine non si dimostrano tali, sembra non esserci più spazio.Questa volta, a essere presi coi sacchi in mano sono stati tre uomini che due volte alla settimana e per un mese scaricavano da un furgone contenitori pieni di spazzatura, andando o tornando dal lavoro: persone non residenti a Lona-Lases, ma in altri paesi.
«Si era capito dalle quantità che non si trattava di borse lasciate da turisti in gita sul lago», spiega la vicesindaca Mara Tondini. «Partendo dalla segnalazione dell'operaio comunale addetto al recupero dell'immondizia nei dintorni dello specchio d'acqua, abbiamo inviato una segnalazione alla Forestale di Segonzano».
Forestale che si è mossa subito, col comandante e i propri addetti, avviando appostamenti mirati sul posto, fino a individuare e fermare i responsabili degli abbandoni all'inizio di settembre. Pesantissime le sanzioni elevate, si vedrà se anche con conseguenze di tipo penali. E dire che, come specifica Tondini, la maggioranza dei rifiuti abbandonati poteva tranquillamente essere differenziata e quindi smaltita nelle isole ecologiche: pigrizia, ignoranza o altro hanno invece portato agli scarichi illeciti.
«Come Comune, tramite gruppo Whatsapp ogni tanto mando messaggi per sensibilizzare la popolazione sul tema dello smaltimento dei rfiuti», per cui Lona Lases si appoggia ad Asia, di cui lunedì prossimo in consiglio sarà approvata la modifica statutaria che porterà l'azienda a diventare una srl.Come accennato, non è la prima volta che Lona-Lases deve affrontare questo tipo di problemi. L'anno scorso, nei pressi del lago di Lases e del suo biotopo (a sud del bacino), zone pregiate e protette, le indagini eseguite dal corpo forestale avevano permesso di risalire a un soggetto responsabile di parecchi abbandoni, a cui era stato imposto l'obbligo di ripulire l'area entro 15 giorni, oltre a quello di pagare una multa di 6.500 euro e alla segnalazione alla procura della Repubblica.Poi si era arrivati allo sgombero del lotto cava numero 4 di Pianacci (sito 1 e 2), di proprietà dell'Asuc di Lases, su cui da molto tempo giacevano taniche e rifiuti speciali, pericolosi e non.
Dopo un lungo stallo e ripetute segnalazioni, il Comune si era mosso diffidando la stessa Asuc a intervenire ed era poi stato ordinato dal commissario liquidatore alla Anesi srl (ultima società concessionaria del lotto) di asportare entro 30 giorni tutti i rifiuti catalogati, ripulendo l'area dai residui di idrocarburi e dalla morchia. «Lo sgombero è poi avvenuto e l'Asuc proprietaria dei terreni ha provveduto a proteggere l'area (che si presta a incursioni notturne poco ecologiche) con stanghe e videocamere di sorveglianza», informa ora Mara Tondini.


