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TRENTO. Per un pugno di monetine si è cacciato in un procedimento che potrebbe costargli fino a cinque anni di reclusione e una multa di 1.000 euro. A processo è finito un 52enne accusato di aver sottratto l'elemosina dalla chiesa del Santissimo Sacramento di Trento nel giugno 2022.
Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe utilizzato uno strumento rudimentale per prelevare il denaro dalla cassetta delle offerte. Se il fatto si fosse limitato al solo furto, considerato anche il modesto valore del bottino, le conseguenze penali sarebbero state molto più contenute.
A sorprendere il presunto ladro sarebbe stato un volontario della parrocchia del Santissimo Sacramento, residente a Trento e anch'egli di origine romena. L'uomo ha raccontato alle forze dell'ordine di aver notato il 52enne mentre cercava di impossessarsi delle offerte e di aver tentato di fermarlo.
In quel momento, secondo la ricostruzione accusatoria, il 52enne avrebbe reagito colpendo il custode con un pugno al volto per guadagnarsi la fuga. Proprio la presenza della violenza nei confronti della vittima trasforma il fatto contestato da furto a rapina, reato per il quale il codice penale prevede pene decisamente più severe.
Dopo un periodo di irreperibilità, l'imputato è stato rintracciato e il procedimento è arrivato in aula. L'udienza è stata rinviata a settembre su richiesta dell'avvocato Cristian Zamfir, con l'obiettivo di trovare un accordo risarcitorio con il custode, costituitosi parte civile. Un eventuale risarcimento avrebbe però un valore soprattutto simbolico, considerato che l'imputato non dispone né di una casa né di un lavoro.


