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TRENTO. Settantenne, nato a Bolzano, un passato caratterizzato da difficoltà sia personali che economiche, un presente senza una casa e con un grosso guaio giudiziario: l’uomo è accusato di ricettazione di un’auto, una Citroen Picasso di 15 anni fa, e del furto di un’altra vettura, una Ford Focus ancor più datata. Non si era impossessato dei mezzi per arricchirsi, ad esempio rivendendoli integri o a pezzi sul mercato nero: la realtà è che le auto gli servono come rifugio. In pratica diventano la sua abitazione nei mesi freddi.
Non è facile vivere in strada e, per un uomo della sua età, la situazione è ancor più grave. Ci sono stati inverni in cui ha dormito in strutture aperte per l’emergenza gelo, a Trento e a Bolzano, ma una volta terminato il periodo di accoglienza straordinaria invernale è tornato in strada. Come tutti coloro che hanno fragilità dovute a dipendenze e nessun appoggio familiare, ha seri problemi a trovare un posto in cui stare. Non lo aiuta lo stigma sociale relativo al periodo passato in carcere.
Viene seguito dall’associazione altoatesina Hands per le dipendenze da alcol e gioco d’azzardo, ma la strada verso una sorta di “normalità” è in salita. Pur avendo la sola pensione sociale è disponibile a dare un contributo per l’alloggio, così come si era impegnato - e ha onorato fino alla fine la promessa - a versare mensilmente piccole somme a favore delle parti offese come risarcimento per i danni che aveva combinato in passato.
Anche a Bolzano era finito in tribunale per aver rubato auto nelle quali poi trascorreva la notte. Si trattava di veicoli lasciati dai proprietari aperti e con le chiavi inserite. Ben quattro procedimenti si sono conclusi con sentenza di non luogo a procedere per attività riparativa, riconosciuta la buona volontà dell’imputato a risarcire il danno.
Nel processo in corso a Trento, il settantenne si è detto pronto a versare alle parti offese una somma proporzionata alla sua capacità economica, per cercare di chiudere la questione. Per questo motivo l’avvocato Cristian Zamfir, legale del settantenne, ha chiesto alla giudice Marta Schiavo un rinvio dell’udienza per valutare i termini del risarcimento.
Il processo riguarda due fatti commessi lo stesso giorno, nel febbraio 2024, tra Garniga Terme e Cimone. In quel periodo l’uomo non aveva un alloggio e si arrangiava come poteva. Al volante di una Citroen Picasso rubata si era impantanato in una stradina e, per tentare di sbloccare l’auto, aveva prelevato dal magazzino comunale di Garniga una pala ed un piccone.
Non riuscendo a liberare la macchina dal fango, aveva abbandonato gli attrezzi in un campo e poi aveva girovagato. Finché si è imbattuto in una vecchia Ford parcheggiata in un cortile e l’ha rubata. Accusato di furto di quest’ultima vettura, deve invece rispondere del reato di ricettazione per la Citroen.
Più che l’esito del processo, al momento all’uomo interessa trovare un tetto: una stanza in un’abitazione condivisa, ma basterebbe anche un letto in un posto sicuro, per avere un punto di riferimento che gli possa restituire la dignità.


