ROVERETO. Il liceo delle Scienze umane Fabio Filzi dice no al nuovo "liceo del made in Italy" tanto voluto dal governo Meloni. Il collegio docenti della scuola, unico in Trentino, ha bocciato ieri sera la prospettiva di attivare dal prossimo anno scolastico 2025-26 il nuovo corso di studi. Quindi, niente nuova "prima" l'anno prossimo.

Il no dell'organo che rappresenta i professori in forza all'istituto di Corso Rosmini è arrivato dopo il responso, positivo, di tutte le assemblee omologhe degli altri istituti superiori trentini che erano stati scelti per ospitare il nuovo liceo: il Marie Curie di Pergine, il Russell di Cles, il Martini di Mezzolombardo e il Rosmini di Trento.

Il "no" dei docenti del Filzi sarebbe causato alla mancanza, ad oggi, di un percorso chiaro e definito di aggiornamento professionale in vista della nuova didattica, che si presuppone avrà un importante quota laboratoriale. Questo, affiancato però anche dalla mancanza di qualsiasi gratificazione di carattere economico.

Peraltro, il responso dei docenti dovrebbe avere solo carattere consultivo. Insomma, non sarebbe vincolante, anche se rende di fatto improbabile la prospettiva di un consiglio d'istituto che approva l'attivazione del nuovo corso di studi contro il parere dei propri insegnanti.

E il "no" arrivato da Corso Rosmini è tanto più significativo in considerazione del fatto che in Trentino il nuovo liceo sarebbe partito, come detto, solo dal prossimo anno scolastico ('25-'26), un anno dopo che nel resto d'Italia, dove è già una realtà dall'anno in corso. Questo perché nel corso dell'anno '23-'24 in Provincia si era considerato che, mancando ancora la definizione del progetto didattico per il triennio, si sarebbe atteso un anno in più per «fare le cose seriamente» e arrivare a «presentare alle famiglie un progetto solido e strutturato».

Lo schema di regolamento per l'integrazione dei piani di studio provinciali con l'offerta formativa del nuovo "Liceo Made in Italy" è stato adottato lo scorso due agosto su proposta dell'assessore provinciale all'Istruzione Francesca Gerosa. Lo schema era stato quindi inviato al Consiglio superiore della pubblica istruzione per il rilascio del parere tecnico oltreché al consiglio del sistema educativo provinciale per l'espressione del parere di competenza.

Nel frattempo, è arrivato il parere dei docenti: la Provincia incassa l'ok di quattro scuole su cinque. Il Filzi, da solo, si è tirato fuori.