PHOTO
TRENTO. I ritardi negli iter di approvazione dei piani regolatori generali diventano un caso politico in Consiglio provinciale. A sollevare il tema sono il capogruppo del Partito democratico Alessio Manica e il consigliere Paolo Zanella, che in una nota parlano di una situazione ormai divenuta «un’urgenza», caratterizzata da incertezza e da una dilazione sistematica delle procedure, tale da legittimare la richiesta di un intervento risolutivo da parte della Provincia.
Secondo i due esponenti di minoranza, il problema era già stato posto nell’estate del 2025, quando – nel riconoscere la portata dei numeri – l’assessore competente aveva indicato nel potenziamento della struttura una possibile risposta all’emergenza. A distanza di mesi, però, la normalizzazione appare lontana. Da qui l’interrogativo se l’intervento sia stato realmente attuato, se sia stato sufficiente o se il servizio urbanistica non necessiti di un ulteriore rafforzamento. Dopo sette anni di governo, sottolineano, la responsabilità non può essere attribuita ai sindaci che hanno presentato le varianti.
Nel comunicato viene inoltre sollevato il tema di una presunta disparità di trattamento tra territori. Manica e Zanella ricordano che la variante del Comune di Riva del Garda, relativa all’area Cattoi, è stata approvata dalla Giunta provinciale a ridosso delle elezioni, mentre altre varianti restano ferme negli uffici, con il rischio di decadenza delle procedure o di blocco delle progettualità locali.
Pur dichiarando la disponibilità a un confronto legislativo serio su eventuali aggiornamenti della normativa urbanistica, i due consiglieri escludono scorciatoie. Al centro, ribadiscono, deve rimanere la qualità del territorio e della pianificazione, nel rispetto degli indirizzi e dei limiti che l’urbanistica impone agli interventi.


