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TRENTO. Passa in Quarta Commissione, ma con una maggioranza tutt’altro che solida, il disegno di legge 92 dell’assessore Mario Tonina sull’assistenza territoriale e l’integrazione sociosanitaria. Il voto si è chiuso con tre favorevoli (Maria Bosin, Daniele Biada e Stefania Segnana), tre contrari (Paolo Zanella, Francesca Parolari e Filippo Maule) e l’astensione di Eleonora Angeli.
Il nodo è la governance della riforma, che secondo le minoranze resta troppo sbilanciata sulla componente sanitaria nonostante gli emendamenti della Giunta. Paolo Zanella (Pd) ha giudicato insufficienti le correzioni rispetto alle criticità emerse nelle audizioni: il rischio, ha sostenuto, è una riorganizzazione prevalentemente sanitaria in cui i servizi sociali partecipano senza un reale potere decisionale. Per una vera integrazione servirebbero invece una governance paritaria, responsabilità chiare e risorse certe.
Sulla stessa linea Francesca Parolari (Pd), che ha votato contro diversi articoli. Nel mirino il Consiglio per la salute, organismo che in passato si sarebbe limitato a ratificare decisioni, e il rischio di sovrapposizione con la legge provinciale 13 del 2007 sulle politiche sociali, che già affida a Comuni e Comunità competenze sull’integrazione. Il nuovo testo, secondo la consigliera, aggiungerebbe livelli e organismi paralleli, complicando il sistema anziché semplificarlo.
Più sfumata la posizione di Eleonora Angeli (Misto), che pur riconoscendo i miglioramenti ha confermato i dubbi su un impianto ancora incardinato nell’Asuit. La sua proposta è un’agenzia provinciale per l’integrazione sociosanitaria, organismo terzo di raccordo tra Provincia, Azienda sanitaria, enti locali e Terzo settore.
Tonina ha difeso la riforma, riconoscendo il contributo delle osservazioni delle minoranze e assicurando la disponibilità ad approfondire le questioni aperte prima dell’esame in Aula. Anche la presidente Maria Bosin ha messo in conto possibili correttivi in fase di applicazione.


