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TRENTO. La Procura di Trento ha notevolmente ridimensionato la maxi inchiesta Romeo su presunti intrecci tra affari, politica e pubblica amministrazione, che un anno fa - con otto arresti e 77 indagati - provocò un terremoto nel mondo politico e economico in Trentino Alto Adige.
Cadono 35 capi d'accusa, così anche quelli più gravi, come l'associazione a delinquere con metodo mafioso, mentre ne restano in piedi altri 21. Il Gip di Trento nei prossimi giorni dovrà decidere a questo punto anche in merito alla richiesta di archiviazione, tra gli altri, per l'architetto Fabio Rossa e Lorenzo Barzon.
Dovrebbe uscire dall'inchiesta l'ex magnate austriaco René Benko, in carcere a Innsbruck da quasi un anno per un'inchiesta della Procura anti-corruzione di Vienna. Mentre gli indagati, in attesa del pronunciamento dei Gip per il momento preferiscono a non commentare, la Lega trentina passa all'attacco.
In merito al coinvolgimento (ora ridimensionato) nell'inchiesta di Cristina Santi, ex sindaca di Riva del Garda, il segretario politico della Lega trentina Diego Binelli scrive: "Mentre la vicenda si sta sgonfiando, non possiamo non considerare come intanto, la vita di Cristina sia stata rovinata dalle azioni della magistratura".
Secondo il Carroccio, "i dati indicano come oggi ci siano decine di migliaia di italiani finiti in carcere ingiustamente, da completi innocenti. La riforma della Giustizia approvata dal governo prevede non solo l'allontanamento della politica dai tribunali, ma anche una maggiore considerazione della responsabilità dei magistrati". "Votare sì per la riforma della giustizia è un dovere morale per tutti noi", conclude Binelli.


