PHOTO
TRENTO. Dopo 20 mesi come direttore facente funzioni Lorenzo Leveghi è diventato il nuovo primario dell'unità operativa di Reumatologia. Un professionista che è di casa al S. Chiara considerato che ha iniziato a lavorarci nel 2008, quando il reparto era stato appena istituito. Una realtà, quella della Reumatologia, che si occupa di oltre duecento patologie sistemiche non limitate alle sole articolazioni, ma estese a tutto l'organismo. 275 i ricoveri in reparto nel 2025 e 1.148 gli accessi dal day hospital.
«Sono profondamente onorato di assumere la direzione dell'unità operativa di Reumatologia a partire dal prossimo 1° settembre», dice Lorenzo Leveghi ringraziando i suoi predecessori, il dottor Giuseppe Paolazzi e il dottor Roberto Bortolotti, nonché la direzione generale e l'Atmar.
Dottor Leveghi, lei per 20 mesi è stato facente funzioni e ha avuto il delicato compito di trasferire gli ambulatori e il day hospital al S. Camillo. Un lavoro non semplice?
Tutt'altro perché le degenze sono rimaste qui all'ospedale. Un'operazione logistica e assistenziale di enorme portata che, senza un gruppo profondamente coeso, capace di fare fronte comune unendo i colleghi storici ai professionisti arrivati da poco, non sarebbe mai potuta riuscire nel modo eccellente in cui è avvenuta. A questo si aggiunge la complessità e la trasversalità della Reumatologia, che colpisce ogni fascia d'età, dai bambini piccoli fino agli anziani, e richiede una visione globale del paziente.
Perché parla di complessità?
È dovuta innanzitutto alla natura autoimmune di molte di queste malattie, che nascono da un malfunzionamento del sistema immunitario che attacca i tessuti sani, ma anche alla straordinaria varietà clinica che comprende connettiviti, vasculiti, artriti e patologie ossee spesso difficili da inquadrare, richiedendo cure lunghe, mirate e un monitoraggio costante dell'aderenza terapeutica. La trasversalità si manifesta invece nel coinvolgimento multiorgano, poiché queste patologie non toccano solo ossa e muscoli, ma possono colpire cuore, polmoni, reni, pelle e sistema nervoso. Di conseguenza, è indispensabile un approccio multidisciplinare.
Negli anni sono stati fatti passi avanti sia sul fronte diagnostico che delle terapie?
Negli ultimi decenni questa branca ha vissuto una modifica incredibile e una rivoluzione scientifica senza precedenti, in particolare grazie all'avvento e allo sviluppo di straordinarie opportunità terapeutiche e farmaci biotecnologici mirati. Siamo passati da un'epoca in cui potevamo solo gestire i sintomi e rassegnarci ai danni strutturali delle malattie, a una realtà in cui oggi siamo in grado di spegnere l'infiammazione all'origine, bloccando la progressione della patologia e restituendo ai pazienti una qualità di vita un tempo impensabile. Questa sua natura in continua e rapidissima evoluzione fa sì che, all'interno della nostra azienda sanitaria, la nostra struttura rivesta un ruolo strategico e centrale.
Però a volte la diagnosi arriva dopo mesi, a volte anni.
La reumatologia moderna affronta patologie sistemiche e immunomediate ad altissima complessità clinica che un tempo non erano nemmeno catalogate, ma l'ostacolo più drammatico rimane il pesante ritardo diagnostico che in Italia colpisce ancora oltre un milione di persone. Condizioni emergenti come le vasculiti sistemiche, le malattie autoinfiammatorie e la neonata Sindrome VEXAS stanno ridefinendo i confini della medicina. Per sconfiggere queste patologie ed evitare danni irreversibili agli organi vitali, diventa fondamentale superare l'isolamento clinico attraverso il confronto tra i Centri Terzo Livello. Solo la creazione di network integrati e un approccio multidisciplinare possono garantire risposte rapide ed efficaci.
Il vantaggio del Trentino è di avere una rete con professionisti su tutto il territorio.
La copertura delle valli è totale, con 5 specialisti ambulatoriali interni che si spostano per garantire lo stesso livello di eccellenza clinica sia in città che in periferia. Inoltre è attivo anche il consulto con i medici di medicina generale che possono inviare i loro quesiti e noi rispondiamo velocemente. Questo per una maggiore appropriatezza nella prescrizione di eventuali visite specialistiche e per la riduzione dei tempi d'attesa.
Oltre all'attività clinica generale avete anche numerosi ambulatori di secondo livello. Quali sono?
L'ambulatorio pediatrico e della transizione, l'ambulatorio reumatologico-neurologico, l'ambulatorio reumatologico-ostetrico dedicato alle gravidanze in pazienti con connettiviti e malattie reumatiche, e gli ambulatori specialistici per vasculiti, LES, miositi e sclerosi sistemica. Completano l'offerta i servizi congiunti dermo-reumatologico e gastro-reumatologico, l'ambulatorio per le osteoporosi complicate e l'osteoncologia, nonché i consulti per l'ipertensione polmonare e l'interstiziopatia polmonare secondaria a patologie reumatiche, gestiti in stretta sinergia con i colleghi cardiologi e pneumologi.
Lei per anni ha seguito l'ambulatorio pediatrico.
Sì, ci sono circa 100 pazienti in carico.


